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Zinzi istituisce "Comitati civici di garanzia". Le associazioni infuriate


Zinzi istituisce 'Comitati civici di garanzia'. Le associazioni infuriate
09/01/2012, 11:01

Con una delibera del 5 dicembre scorso la Giunta provinciale di Caserta presieduta da Domenico Zinzi ha previsto l’istituzione, in ogni comune sede di impianti dedicati al ciclo dei rifiuti, di fantomatici “Comitati civici di Garanzia”, ognuno dei quali costituito da 10 soggetti nominati in maniera discrezionale dai sindaci degli stessi comuni ove verrà istituito il comitato. Null’altro è dato sapere al momento su tali comitati. Appare evidente però, a quelle Associazioni e comitati che da tempo si battono per il rispetto dell’ambiente e del territorio e per un ciclo virtuoso dei rifiuti, che la Provincia ancora una volta si fa beffa dei diritti di partecipazione dei cittadini sanciti dalla Convenzione di Aarhus e, in una visione distorta della democrazia, “ordina” la costituzione di comitati fantoccio, da sventolare come esempio di partecipazione pubblica, ma pronti a sostenere, alla bisogna, qualsiasi decisione dell’Amministrazione provinciale in tema di rifiuti. Se ne fregano il Presidente Zinzi e la sua giunta di tutte quelle associazioni e comitati, portatori di interessi diffusi, che in questi anni hanno costituito l’espressione più viva della società civile casertana e senza i quali non può attivarsi alcun processo partecipativo degno di questo nome.

Eppure sin dal novembre del 2010 il Presidente Zinzi, su nostra pressante richiesta, si era impegnato ad attivare in tempi brevi il Forum provinciale, già costituito dalla precedente giunta, quale strumento di effettiva partecipazione dei cittadini, delle associazioni e dei comitati alle decisioni in materia ambientale. Ed invece quel “Forum” a Caserta non ha mai visto la luce, a differenza di ciò che è accaduto a Napoli nel 2008 ma soprattutto a Benevento, dove questo strumento ha attivato processi di discussione e di ridefinizione delle scelte programmatiche che hanno visto l’Amministrazione Provinciale sannita operare un deciso cambio di rotta verso il riciclo della materia, per dotarsi finalmente di un moderno piano dei rifiuti, rispettoso delle direttive europee, che gli ha consentito di rifiutare inceneritori, gassificatori e biodigestori.

Per questo motivo invitiamo tutte le Associazioni ed i Comitati “liberi e spontanei” a protestare con ogni mezzo democratico per ostacolare questa “dittatura” del pensiero da parte di una classe politica vecchia e arrogante, che svilisce la partecipazione democratica e gli strumenti di condivisione di idee e progetti, trasformandoli in meri simulacri utili solo al mantenimento del consenso politico.

Al Presidente della Provincia e alla sua giunta chiediamo un drastico cambio di rotta. Diano attuazione concreta ai principi contenuti nella carta di Aalborg e nella Carta di Ferrara cui hanno formalmente confermato l’adesione con una delibera di giunta del 21 ottobre scorso e garantiscano una effettiva partecipazione di cittadini, comitati e associazioni alle decisioni in materia ambientale e alle procedure di valutazione strategica del Piano provinciale rifiuti avviando concretamente l’Agenda 21 locale e attivando subito, nel rispetto della Convenzione di Aarhus, il Forum ambientale provinciale al posto di questi inutili comitati di garanzia.
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*ComEr - Comitato Emergenza Rifiuti*
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*Legambiente - Circolo di Caserta*
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*Coordinamento provinciale Acqua Pubblica Caserta*
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*Associazione LiberaMente - San Marco Evangelista*

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di Redazione
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