Provincia / Torre Annunziata

Commenta Stampa

Questa mattina manifestazione pubblica per le vie del centro

Zone franche urbane, la città contro il decreto Tremonti


.

Zone franche urbane, la città contro il decreto Tremonti
09/02/2010, 15:02

TORRE ANNUNZIATA - A Torre Annunziata lo Stato c'è. Questo in sintesi quanto emerso dalla manifestazione di questa mattina per la legalità e per il rispetto degli impegni presi dalle amministrazioni pubbliche per il varo della zona franca urbana, che comprende in particolare il “Quadrilatero delle carceri”. Uno Stato diverso e più presente rispetto a quello che secondo l’amministrazione della città, si è “fermato a un metro dal Quadrilatero delle carceri”.
Il Senato infatti, lunedì sera ha cancellato in Commissione Affari Costituzionali un provvedimento del decreto milleproroghe voluto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, per depotenziare le zone franche urbane. Una scelta con la quale il Governo viene meno agli impegni presi l'8 maggio 2009 (dallo stesso Tremonti) e il 28 ottobre 2009, dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola.
Le zone franche individuate sul territorio nazionale, prevedono esenzioni fiscali e contributi per le piccole e micro imprese che si insediano in aree caratterizzate da pesanti disagi socio-economici. Tra queste, finora anche Torre Annunziata che però, adesso, dopo il nuovo provvedimento governativo viene esclusa da questi benefici. Questa mattina dunque in piazza, autorità politiche, militari e la società civile per protestare contro la decisione del Governo, soprattutto per la possibilità di sviluppo negata al “Quadrilatero delle carceri” di Torre Annunziata, dove lavorava Giancarlo Siani, il giornalista del Mattino ucciso 25 anni fa dalla malavita organizzata locale.
"La manifestazione ha un significato particolare -ha spiegato il sindaco Giosuè Starita-  per il coinvolgimento di soggetti con ruoli diversi da quelli tecnici e amministrativi, a dimostrazione che il progetto di zona franca urbana vuole rappresentare per Torre Annunziata un momento di recupero sociale prima ancora che economico del territorio". Presente questa mattina anche Marco Esposito, responsabile Mezzogiorno di Italia dei Valori. “Il parlamento non è un votificio - ha sottolineato Esposito - e quando i senatori hanno dovuto registrare la protesta di 23 sindaci di tutta Italia, beffati dall'iniziativa di Tremonti, hanno disobbedito agli ordini di scuderia e votato secondo coscienza, come loro dovere. E' il segnale che su alcuni temi e in particolare su quelli di interesse delle aree meridionali è possibile far fronte comune contro gli egoismi della Lega, non a caso l'unico gruppo parlamentare allineato con Tremonti".

Commenta Stampa
di Elisa Scarfogliero
Riproduzione riservata ©