Roma / Cronaca

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Sull'aula bunker il videoracconto di Carminati

Mafia Capitale, Carminati ai giudici "risparmiatemi la morale"


Mafia Capitale, Carminati ai giudici 'risparmiatemi la morale'
07/12/2016, 13:36

Roma - Puro ovviamente no ma duro lo è apparso di certo. Massimo Carminati, “er cecato”, perno dell’inchiesta Mafia Capitale e star indiscussa del processo che si sta celebrando a Roma nell’aula bunker di Rebibbia. Anche nelll’ultima udienza tutta la scena è stata per lui che ne ha approfittato per manifestare con chiarezza e decisione come è nel suo stile tutto il suo pensiero. Sulla sua vita, sulla sua “carriera” criminale, sulle storie, tante, che hanno intrecciato la sua esistenza. In video conferenza dal carcere di Tolmezzo ha voluto rendere una dichiarazione spontanea. Nessun rimpianto, nessuna smentita, nessuna captatio benevolentiae. Carminati né rivendica né difende le scelte fatte. Semplicemente le considera un dato di fatto. Una sorta di “quel che è stato è stato”, nulla d più. Sarà per effetto dello schermo su cui appare, sarà per l’atmosfera complessiva della sede e del processo, ma sembra di vivere sul set di un grande film di mafia, con il Capo dei Capi alla sbarra e tutti attenti alle sue parole. Non sarà John Gotti o Carlo Gambino ma almeno di questo processo e della sue fitta rete di storie correlate Carminati è di certo il boss. “ Non rinnego nulla della mia vita. La mia vita è stata quella che è stata, ho sempre pensato che è meglio avere un’idea sbagliata che nessuna idea, come tanti adesso” Poi si rivolge diretto  a Luca Tescaroli, uno dei PM del processo. “ Non posso rinnegare i miei amici. Il mio punto di vista è che lui può anche chiedere l’ergastolo per me, è un suo diritto ed io ammiro anche la sua cattiveria professionale. Basta che non mi faccia la morale” E continua. Proprio sulla morale. “ la mia vita è stata la mia vita, l’ho pagata. Non mi sono lamentato quando mi hanno sparato in faccia. Ero disarmato e mi hanno sparato in strada. Non ho mai fatto la morale a nessuno, non mi sono costituito parte civile nei confronti degli agenti perché in quegli anni era giusto così”. Granitico, Carminati conclude “ Io sono stato vittima per anni di tante leggende metropolitane ma ho sbagliato perché dovevo confutarle una volta per tutte”. E cita in proposito l’omicidio del banchiere Guido Calvi “ Nel 2010 lessi di essere indicato come uno degli esecutori materiali del delitto. Peccato che fossi detenuto se non di certo mi avrebbero processato anche per quel delitto”. Il processo proseguirà e di certo anche le apparizioni e le dichiarazioni di Carminati. Il clima è già cinematografico. Sembra facile pensare che dopo Gomorra o Romanzo Criminale non passerà molto tempo che ritroveremo “er cecato” protagonista di prima serata di qualche serie Tv.

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di Redazione
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