Salute e benessere / Estetica

Commenta Stampa

Chirurgia estetica maschile: cambia il gusto degli uomini


Chirurgia estetica maschile: cambia il gusto degli uomini
14/02/2013, 16:13

Milano, 14 febbraio 2013 – Che l’Italia fosse un Paese estremamente attento all’estetica non è una novità: lo confermano i dati recentemente diffusi dall'International Society of Aesthetic plastic surgery (Isaps), che evidenziano come l’Italia sia quinta al mondo per interventi di chirurgia plastica subito dopo Stati Uniti, Brasile, Cina e Giappone. Di pari passo aumentano le richieste di interventi di chirurgia estetica al maschile, che rappresentano ormai circa il 30% del totale.

Ciò che cambia sono i gusti e, di conseguenza, le richieste, che gli aspiranti pazienti rivolgono ai medici per migliorare il proprio aspetto. “Gli uomini sono molto più attenti di un tempo all’estetica del proprio viso – dichiara Alberto Capone, chirurgo plastico che opera fra Milano e Roma – Rispetto a qualche tempo fa, in cui ci si concentrava prevalentemente sul corpo, i pazienti di sesso maschile ora si rivolgono al chirurgo per avere un volto più magro e affilato, quasi femminile”. Cambiano i parametri estetici quindi: il modello a cui gli uomini si ispirano è un viso dai tratti netti, caratterizzato da guance scavate e zigomi prominenti. L’ideale parrebbe essere quello dei protagonisti delle saghe ‘vampiresche’ di Twilight o di serie tv come True Blood. Robert Pattinson in testa, ma anche Christian Bale alias ‘Batman’ e il nostrano Gabriel Garko, o ancora cantanti come Sting e David Bowie balzano in testa alle classifiche degli ‘esemplari’ prediletti dai pazienti di sesso maschile.

“Per ottenere un viso più magro, la tecnica utilizzata è quella dello svuotamento della bolla di Bichat, che prevede un’incisione praticata all’interno della guancia per rimuovere il grasso in eccesso. E’ un intervento che si fa in day hospital - spiega il dottor Capone – Il risultato è solitamente ben evidente ma bisogna porre attenzione poiché non tutti possono essere candidati ideali per questo tipo di intervento. Una persona in sovrappeso con il viso magro è un contrasto che, anche esteticamente, risulterebbe insensato.” Ma il dato interessante, prosegue il Dottor Capone è che: “Su 10 uomini che si rivolgono al chirurgo per migliorare il proprio aspetto, 6 chiedono interventi al viso, e in particolare per rimodellarlo nella forma”.

Nella top five degli interventi avanza in classifica anche la liposuzione del collo, che va di pari passo con la richiesta di un viso più magro, mentre restano stabili le richieste di liposuzione dei fianchi e dell’addome. Altro dato interessante riguarda le operazioni di ginecomastia: “L’intervento per la riduzione della ghiandola mammaria negli uomini è in costante crescita – spiega il dottor Capone – Nel 2011 la richiesta ha subito un incremento del 20% rispetto all’anno precedente (dati Aicpe): le cause sono quasi sempre individuabili nelle cattive abitudini che causano sovrappeso o in fattori esterni che alterano l’equilibrio ormonale, favorendo lo sviluppo anomalo delle mammelle. Farmaci antidepressivi, cannabis e sostanze dopanti, talvolta anche integratori alimentari, e, naturalmente, gli ormoni anabolizzanti assunti per ottenere una crescita della massa muscolare, sono la causa principale delle ginecomastie tra i 25 e i 40 anni”. Si può dire quindi che la tendenza, anche per gli uomini sia quella di ‘rifarsi il seno’.

Cambia anche l’identikit dell’uomo che si rivolge al chirurgo plastico: ha un’età compresa tra i 40 e 50 anni, è molto attento alla forma, pratica sport e va in palestra, ha una certa indipendenza economica e non nasconde di temere l’invecchiamento, ammissione riservata in passato esclusivamente alle donne. “È sicuramente questo il motivo del grande incremento di interventi, al maschile, quali la blefaroplastica, il lifting al viso e di altri meno invasivi come quelli a base di botulino e di acido ialuronico, i migliori alleati per rinfrescare la propria immagine e donare al viso un aspetto immediatamente più giovane”, conclude Capone.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©