Salute e benessere / Medicina

Commenta Stampa

Epatite C, Amedeo Cecere: "C'è un farmaco miracoloso"


Epatite C, Amedeo Cecere: 'C'è un farmaco miracoloso'
16/01/2014, 12:04

Nella prima settimana di dicembre l’FDA (Food and Drug Administration), l'agenzia statunitense che approva l’uso dei farmaci, ha autorizzato l’impiego clinico di un farmaco contro il virus dell’epatite C,il “sofosbuvir”. Si è parlato di notizia di portata storica per cui abbiamo pensato di chiedere chiarimenti in proposito al dott. Amedeo Cecere, noto gastroenterologo campano,esperto epatologo,responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterolo ed Epatologia presso l’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa dell’A.S.L. di Caserta: “La notizia – spiega il dott. Cecere - è di portata storica perché, come è già accaduto negli scorsi successo per l’epatite da virus B, abbiamo oggi a disposizione il primo farmaco antivirale capace di interferire direttamente sul ciclo vitale del virus C, bloccandone la crescita. Gli studi finora condotti hanno dimostrato una grande efficacia terapeutica a fronte di minimi effetti collaterali. Il farmaco , inoltre, può essere semplicemente assunto per via orale, una sola volta al giorno e,in molti casi, non richiederà la contemporanea assunzione di altri farmaci, come l’interferone che può provocare importanti effetti collaterali e va assunto mediante l’iniezione di una fiala per via sottocutanea come l’insulina per i diabetici. Il momento è storico perché il "sofosbuvir" rappresenta una cura semplice e con alti tassi di guarigione di una malattia che provoca circa 10.000 morti all’anno nel nostro Paese”. Ci sono, però, dei costi elevati: “Certamente – afferma l’epatologo -il farmaco approvato dall FDA sconta il limite di un elevato costo: circa 700 euro al dì per paziente, per cui si dovrà valutare la sostenibilità della spesa al momento della registrazione sia da parte dell'EMEA a livello europeo, sia da parte dell’AIFA in Italia'. A tale proposito, però, bisogna tener presenti la spesa sanitaria normalmente provocata dall’evoluzione naturale dell’infezione da virus C nel singolo individuo. . Infatti, l’infezione di virus C per molti anni provoca una malattia "silente",il soggetto colpito dal virus non presenta sintomi, per cui la malattia passa spesso inosservata. Ma dopo un certo numero di anni, se l’a crescita del virus C non viene bloccata, si provocano gravi conseguenze al fegato della persona colpita , determinando cirrosi ed epatocarcinoma; patologie che comportano ingenti costi sanitari. Tenendo presente i costi dell’assistenza sanitaria ai pazienti che sviluppano tutto l’arco della storia naturale dell’infezione da virus C, gli economisti sanitari del Ceis di Tor Vergata, prevedono che l’utilizzo del farmaco in questione comporterebbe risparmi che potrebbero andare da un minimo di 11 milioni di euro dal 2015, ad un massimo di 44 milioni di euro nei successivi 15 anni”. Questi gli aspetti nella regione Campania: “Secondo recenti dati Istat – ricorda Cecere - la mortalità in Italia per malattie epatiche, considerando solo cirrosi ed epatocarcinoma, è stata di oltre 18.000 casi nel 2008, dei quali il 15% concentrato in Campania. La nostra regione quindi è al primo posto in Italia per quel che riguarda la mortalità per cirrosi epatica ed ora è prima anche per la mortalità per epatocarcinoma (il tumore del fegato) con tassi di incremento, rispetto al dato nazionale del 45% per la cirrosi e del 15% per il tumore. In Campania muoiono 7 persone al giorno per cirrosi epatica o tumore del fegato, soprattutto nelle classi di età tra i 35 e i 55 anni. Secondo i dati resi noti da Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, in Campania sono 84mila i malati di epatite C : 43mila a Napoli e provincia, 11mila a Salerno e provincia, 12mila a Caserta e provincia. E’ innegabile quindi il vantaggio che i pazienti di epatite C della Campania potranno avere dall’utilizzo di questo nuovo farmaco”. 

Commenta Stampa
di Alfredo Di Costanzo
Riproduzione riservata ©