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I risultati sono incoraggianti: efficacia in aumento

Hiv, nuove speranze dal vaccino


Hiv, nuove speranze dal vaccino
11/09/2012, 16:57

Il vaccino contro l’Hiv dà risultati sempre più incoraggianti. Sono arrivate, infatti, nuove prove dell'efficacia del primo vaccino in grado di prevenire l'infezione da Hiv. Al centro dello studio descritto su Nature c'è il trial su RV144, una ricerca che ha testato gli effetti di una combinazione di due vaccini anti-Hiv in oltre 16 mila uomini e donne thailandesi. Lo studio ha dimostrato un'efficacia in aumento rispetto ai precedenti studi: il 31%, inoltre gli ultimi risultati hanno confermato che una risposta immunitaria contro alcune varianti dell'anello proteico nell'involucro virale ha un ruolo importante nella protezione conferita dalla vaccinazione con RV144. Ci sarebbero poi due particolari “impronte genetiche” associate a una maggiore efficacia del vaccino. Contro i virus che portano queste particolari 'impronte digitali' genetiche, spiegano i ricercatori, l'efficacia del vaccino è aumentata all'80%. Insomma, questi elementi messi in luce dalla ricerca evidenziano un potenziale bersaglio per la prevenzione immunologica dell'Hiv. “Questa è la prima volta che abbiamo visto una pressione sul virus a livello genetico causata da un vaccino efficace contro l'Hiv”, spiega Morgane Rolland, dell'Us Military Hiv Research Program (Mhrp, Usa), autore principale dello studio. Gli scienziati hanno condotto un'analisi genetica su una selezione dei soggetti che avevano ricevuto vaccino o placebo, per identificare le caratteristiche associate alla risposta indotta dal siero.
L'analisi ha rivelato le prove di una particolare risposta immunitaria indotta dal vaccino in due siti della regione Env-V2, situata sulla copertura esterna dell'Hiv.
I ricercatori hanno esaminato, in particolare, le sequenze del genoma dell'Hiv in 110 volontari che hanno partecipato alla sperimentazione thailandese del vaccino RV144, e che in seguito si sono infettati con l'Hiv. I virus che hanno infettato i volontari che avevano ricevuto il vaccino si sono rivelati geneticamente diversi rispetto a quelli dei soggetti che avevano assunto un placebo. “Stiamo facendo progressi sostanziali nella comprensione di ciò che occorre per sviluppare un vaccino più efficace contro l'Hiv”. Progressi “che in ultima analisi ci aiutano a porre fine a questa pandemia”, conclude il colonnello Nelson Michael, direttore del Mhrp.

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