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Medicina estetica, quando l'emergenza è in ambulatorio


Medicina estetica, quando l'emergenza è in ambulatorio
25/09/2013, 10:28

PERUGIA - Li chiamano interventi mini-invasivi e sono quei trattamenti di bellezza che si eseguono ambulatorialmente in pochi minuti o in poche ore. Anche in Italia sono sempre più praticati: nel 2012, secondo i dati di Aicpe (Associazione di chirurgia plastica estetica) sono aumentati dell'11% rispetto all'anno precedente. La definizione "mini-invasivi", tuttavia, è fuorviante: la tendenza, infatti, è quella di interventi sempre più invasivi, per cercare di ottenere risultati sempre più importanti. Con una serie di problemi: per eseguire questi trattamenti per legge è sufficiente una laurea in medicina, mentre per gestire le situazioni di emergenza è necessaria una formazione specifica. Da qui l'idea di un corso teorico-pratico, patrocinato da Aicpe, in cui saranno simulate le problematiche più frequenti che un medico può incontrare durante l'attività professionale. L'evento è organizzato in Umbria, nel Centro di formazione in emergenza-urgenza di via Piccolotti a Marsciano, provincia di Perugia, venerdì 27 e sabato 28 settembre. 
«Oggi le metodiche eseguite in regime ambulatoriale stanno diventando sempre più invasive, con un largo uso di anestetici locali e di farmaci che possono esporre i sanitari all'insorgere di emergenze sul paziente, che devono essere gestite prontamente e con le giuste conoscenze - afferma Bruno Bovani, chirurgo plastico di Perugia socio di Aicpe e organizzatore del corso -. Mentre in sala operatoria il chirurgo deve attenersi a rigide norme di sicurezza ed è assistito da un'equipe di professionisti preparati ad affrontare gli imprevisti, in ambulatorio il dottore è da solo a dover gestire, in tempi brevissimi, eventuali complicazioni. E per i medici non specializzati o con poca esperienza, non è così scontato sapere cosa fare» Lo scopo è fornire al medico gli strumenti più avanzati per fronteggiare le situazioni di pericolo, nell'ottica di una maggiore sicurezza per i pazienti.
Ma quali sono le complicazioni più frequenti? «Quella più diffusa è la crisi vagale, ossia lo svenimento: il paziente perde i sensi in risposta a stress emotivo o perché impressionabile - dice Bovani -. Uno degli elementi che possono causare problemi, anche seri, sono gli anestetici locali: l'eccessiva o cattiva somministrazione può indurre reazioni neurologiche o di cardiotossicità, che vanno dall'intossicazione alla crisi cardiaca. Nei pazienti che già soffrono di altre patologie, possono insorgere crisi ipertensive, mentre la somministrazione di farmaci e anestetici può portare a crisi allergiche, anche con shock anafilattico, che sono da gestire subito».
Il corso di Perugia si terrà in una vera sala operatoria dotata delle più moderne tecnologie e di una sala regia in grado di simulare le principali tipologie di emergenze a cui si può andare incontro durante l'attività. Alla fine del corso si terrà un test finale per conseguire una certificazione rilasciata dall'azienda USL Umbria 1.

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di Redazione
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