Salute e benessere / Ricerca

Commenta Stampa

Possibile truffa ai danni della Regione Campania

Pannoloni per incontinenti: è boom di vendite on line

Federfarma denuncia: vendite sottocosto e tutte stessa marca

Pannoloni per incontinenti: è boom di vendite on line
10/09/2013, 15:31

“Vendo 3 pacchi di pannoloni Linidor 30 pezzi a 4 euro il pacco”… O ancora: “Pannoloni originali a mutandina varie quantità...il pacco è da 30 pezzi” , “Linidor pannoloni a mutandina, 30 pezzi per confezione. Ritiro a domicilio. Disponibili 10 confezioni”.
Sono solo alcuni delle decine e decine di annunci  di vendita on-line (in Campania) di pannoloni per incontinenti che si incontrano sul web (ecco alcuni esempi: http://www.subito.it/annunci-campania/vendita/usato/?q=pannoloni). I prezzi? Ovviamente sottocosto, con confezioni vendute anche ad appena 3 euro. Sbirciando tra i vari annunci, poi, c’è chi ne promette più confezioni, chi la possibilità di un approvvigionamento regolare nel tempo, chi ancora offre anche traversine e guanti in lattice. Tutti i prodotti in “offerta” hanno un unico comune denominatore: la marca. Ed è proprio questo il punto nodale della questione: la Regione Campania, infatti, nel 2009 ha bandito attraverso laSo.Re.Sa., una gara  per la fornitura dei pannoloni per incontinenti vinta dalla stessa ditta i cui prodotti vengono ora rivenduti on-line. I pannoloni vengono consegnati direttamente dalla ditta aggiudicataria a casa dei cittadini che ne hanno diritto, ma evidentemente in quantità eccedenti il reale fabbisogno.
“È plausibile - denuncia Michele Di Iorio, Presidente di Federfarma Napoli - che i pannoloni rivenduti on-line siano gli stessi che la Regione consegna a domicilio gratuitamente attraverso la ditta aggiudicataria, probabilmente eccedenti. Non può essere solo un caso che tutte le vendite on-line siano della stessa marca e a costi irrisori”.
Il costo della distribuzione dei pannoloni, in capo alla Regione Campania, è di circa 80 milioni di euro, secondo l’importo della gara d’appalto. Una spesa probabilmente eccessiva perché basata su un impegno di spesa e non sul reale bisogno del paziente. “Ciò vuol dire - spiega Di Iorio -  che si crea un surplus di forniture rispetto alle reali esigenze: se ad un incontinente vengono consegnate, ad esempio, 500 pezzi per un anno, nessuno controlla se lo stesso ne usi 300 o 400 per una tipologia di prodotto il cui utilizzo è evidentemente variabile”.
“Sono sconcertato - conclude Di Iorio -  perché la Regione, nello specifico il servizio regionale per il “rientro del debito sanitario”, da un lato centellina le risorse, pretendendo dai titolari di farmacia sempre maggiori servizi a minor costo, mentre dall’altro sostiene l’utilità di gare che producono spese non controllate, incentivando, al contrario, la nascita di nuovi piccoli “imprenditori del pannolone”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©