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Psoriasi? No grazie per chi pratica sport


Psoriasi? No grazie per chi pratica sport
28/11/2013, 10:29

Praticare un’attività sportiva con costanza e intensità riduce il rischio di sviluppare la psoriasi e ne attenua l'infiammazione in chi ne è soggetto. Eseguire almeno tre allenamenti a settimana, impegnandosi in un'attività come la corsa, l'aerobica, il nuoto, la palestra con macchinari, il calcio, lo sci, il tennis, riducono del 25-30 per cento il rischio di ammalarsi di questa complessa patologia dermatologica. I pazienti già affetti da psoriasi, invece, che praticano una intensa attività fisica hanno una infiammazione della cute pari al 5 per cento, rispetto al 10 dei pazienti che non praticano sport.
Queste le conclusioni di una indagine, tuttora in corso, effettuata dalla Clinica Dermatologica del II Policlinico di Napoli su 400 giovani atleti, tutti soggetti ovviamente non obesi, che non fanno uso di alcool e non fumano. I dermatologi hanno constatato come l’attività fisica, in particolare quella aerobica e ad alta potenza, costituisca un fattore di protezione non solo contro disordini metabolici e cardiovascolari, ma anche nei confronti della psoriasi. La novità che sembra emergere da questa indagine è che praticare sport contribuisce al rilascio nell'organismo di sostanze immunomodulatrici in grado di ridurre i livelli di infiammazione sistemica. Una novità, se si considera che l'attività atletica solitamente è causa di molte dermatosi. Le infezioni fungine, batteriche e virali rappresentano, infatti, le principali infezioni della pelle degli atleti. Ciò non accade, invece, conla psoriasi. Unamalattia, per molti versi ancora sconosciuta, che affligge due milioni di italiani e a cui è dedicato il Meeting multidisciplinare e internazionale organizzato al Centro Congressi della Federico II di via Partenope da Fabio Ayala, Nicola Balato e Cataldo Patruno. L'apertura dei lavori oggi alle 13.45 con una intera sezione dedicata al rapporto sport e psoriasi, moderata dal medico della squadra del Napoli, Alfonso De Nicola. I lavori proseguono venerdì dalle ore 9 alle 18 e sabato fino alle 14.
<Negli ultimi anni – spiegano il professore Nicola Balato e il dottor Cataldo Patruno – l'interesse nei confronti della psoriasi è andato sempre più aumentando, soprattutto dopo che le ricerche cliniche e di laboratorio hanno evidenziato la stretta correlazione tra psoriasi e processi infiammatori anche extracutanei, al punto da far nascere il concetto di malattia psoriasica attualmente definibile come una vera e propria patologia multiorgano nella quale la dermatosi è la manifestazione più evidente ma che comprende una serie di comorbidità, dalla atropatia alla sindrome metabolica al rischio cardiovascolare>. Non a caso negli ultimi dieci anni è aumentato del doppio il numero degli infartuati di sesso maschile di età compresa tra i 30 e i 40 anni affetti da psoriasi. Una malattia che colpisce sempre di più i bambini e anche qui una concausa è da ricercare nell'obesità. <A Napoli – continuano Balato e Patruno – un bambino su due è obeso. A questo argomento abbiamo dedicato la giornata conclusiva del convegno invitando i pediatri>.
Al Meeting verrà presentata anche la scuola di psoriasi, una sorta di task force che riunisce intorno alla clinica dermatologica del II Policlinico e, quindi, al dermatologo che diventa medico-sentinella, tutti gli specialisti, dal cardiologo al reumatologo, dallo psicologo al nutrizionista, dal diabetologo all'endocrinologo, per offrire al paziente tutte le possibili strategie preventive.

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di Redazione
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