Salute e benessere / Ricerca

Commenta Stampa

Lo studio è stato condotto dal Royal Hallamshire Hospital

Sclerosi multipla, speranze da una cura anti-cancro

Si mira a resettare il sistema immunitario con le staminali

Sclerosi multipla, speranze da una cura anti-cancro
19/01/2016, 12:18

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Uno studio condotto dal Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, in Gran Bretagna, riaccende le speranze per i malati di sclerosi multipla, una terribile malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale, con effetti devastanti sulla capacità motoria dei pazienti. Lo studio, condotto su 20 pazienti nel corso di tre anni, ha dimostrato che le curi anti-tumore avrebbero un effetto benefico sui malati di sclerosi multipla, dal momento che permettono di distruggere il sistema immunitario difettoso attraverso la chemioterapia, per poi ricostruirlo con le cellule staminali ematopoietiche autologhe (Hsct) dello stesso paziente.

Queste, però, devono essere raccolte nel suo sangue della persona affetta da sclerosi multipla in uno stadio iniziale della malattia, quando questa ancora non abbia compromesso in modo irreparabile la salute del paziente. Secondo i dati emersi dallo studio, i miglioramenti registrati sarebbero “notevoli”. La terapia, infatti, “resettando” il sistema immunitario, avrebbe permesso ad alcuni pazienti ormai già paralizzati di tornare a camminare. In altri casi, comunque, il recesso della malattia è risultato sorprendente. John Snowden, consulente ematologo al Royal Hallamshire Hospital, ha spiegato: “Il sistema immunitario viene ripristinato e riavviato in un punto precedente alla malattia”.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa per la quale il sistema immunitario attacca e danneggia la mielina, il rivestimento dei nervi nel cervello e nel midollo spinale che rende possibile il trasferimento degli imput nervosi, con gravi conseguenze sulle capacità motorie dei pazienti che ne sono affetti, che possono perdere la propria autonomia. In Italia colpisce circa 68mila persone e tre milioni nel mondo. La maggior parte dei pazienti sono donne e la diagnosi viene effettuata, nella maggior parte dei casi, tra i 20 e i 30 anni.

Commenta Stampa
di Vanessa Ioannou
Riproduzione riservata ©