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XIII edizione del Simposio Heart Failure & Co, Congresso Internazionale di Cardiochirurgia


XIII edizione del Simposio Heart Failure & Co, Congresso Internazionale di Cardiochirurgia
13/04/2013, 11:42

Napoli, 13 aprile 2013 - Al via a Napoli la XIII edizione del Simposio Heart Failure & Co, Congresso Internazionale di Cardiochirurgia promosso dal dottor Edoardo Gronda, Primario di Cardiologia dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Multimedica di Sesto San Giovanni (MI), sul tema dello scompenso cardiaco e delle sue comorbidità.

Tante le importanti novità di quest’anno con un focus particolare sul cuore diabetico, da cui il titolo “My Sweetheart, Mio Dolce Cuore”. Le ragioni di questa scelta sono racchiuse nel dato sconfortante per cui il diabete non solo rappresenta la comorbidità maggiormente presente nella popolazione con insufficienza cardiaca, ma appartiene anche a quel 30% della popolazione con scompenso in cui la prognosi è più sfavorevole. Inoltre l’impiego di costose risorse di cura cardiologica nel contesto di altre terapie specifiche per diabete apre sfide che spesso non si è pronti a sostenere e vincere.

Col tipo di alimentazione e stile di vita di oggi il diabete è diventato una pandemia mondiale – spiega il dottor Gronda – di conseguenza il cardiologo non può più limitarsi ad attuare certe procedure che sono formalmente corrette, ma non risultano efficaci come atteso, o si complicano in modo  inaspettato perché non si conosce in modo sufficiente il contesto  in cui vengono eseguite”.

Molti degli attuali strumenti di cura cardiologica non hanno inquadramento nel contesto della cura del diabete, intesa anche come trattamento della malattia cardiovascolare di cui il diabete è, allo stesso tempo, spia e agente patogeno. Ed è per questo che il diabete rappresenta la malattia elettiva per abbinare all’esercizio della cardiologia quello della medicina interna e, nel caso, dell’interventistica medica e chirurgica.

Dalla due giorni di Napoli emergeranno sicuramente messaggi inerenti al trattamento anticoagulante con i nuovi farmaci che sono ancora in via di approvazione da parte dell’Istituto Sanitario Nazionale. “In altri Stati europei e in America sono già ampiamente in uso – afferma Gronda – in Italia siamo invece fermi. Siamo di fronte, però, a messaggi importanti perché il diabetico con questi farmaci avrà sicuramente un vantaggio più ampio nella prevenzione degli eventi cerebro-vascolari e nel controllo degli eventi emorragici”.

A tal proposito saranno diffusi i dati che stanno emergendo dalla letteratura sulla scorta della revisione degli studi controllati.

Verrà inoltre messa in evidenza la superiorità del beneficio della cardio-chirurgia coronarica rispetto all’angioplastica, che in passato era ritenuta lo standard nel trattamento della cardiopatia ischemica nel diabetico. “Adesso si deve fare marcia indietro – continua il cardiologo di MultiMedica – e accettare che il bypass da risultati superiori per il cardiopatico ischemico quando i vasi sono particolarmente rovinati; quando c’è una estensione della malattia, ma anche per il coinvolgimento di più vasi nel diabetico, quasi sempre è superiore la procedura chirurgica rispetto alla procedura interventistica”.

Nel corso del Congresso Internazionale interverrà anche il professor Gianni de Simone, dell’Università Federico II di Napoli, che, in qualità di membro dello Steering Committee dell’American Heart Association, porterà il report statistico annuale sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari e illustrerà i dati più aggiornati su: obesità, alimentazione e incidenza di diabete mellito.

Il professor Luigi Padeletti, del Dipartimento di Area Critico Medico dell’Università degli Studi di Firenze, illustrerà la proposta di un nuovo protocollo con la General Electric per valutare il rischio di morte improvvisa in questi soggetti, che appare molto più elevato rispetto ai soggetti non diabetici.

 

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di Redazione
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