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CHI SCENDE E CHI SALE

11°giornata. Favola Cile, massacro Corea.


11°giornata. Favola Cile, massacro Corea.
21/06/2010, 22:06

E' un massacro coreano quello che si consuma nell'undicesima giornata Mondiale, l'ultima della seconda giornata dei gironi. Il Portogallo si risveglia e lo fa a suon di gol, compreso quello del pupillo Ronaldo. Il Cile continua a sognare nel suo cammino sudafricano, grazie allo stratega Bielsa e alla tecnica dei suoi attaccanti. Spagna vincente, ma ancora troppo narcisista per impensierire le grandi.

CHI SALE
: Tiago: Un pacco o un campione? Se lo staranno chiedendo nuovamente i tifosi della Juventus. Questo perché Tiago sembra veramente avere una doppia personalità. Con Chelsea e Lione era uno dei pilastri del centrocampo. Alla Juve un fantasma di se stesso, tanto da essere considerato il “pacco” del decennio. Poi, da gennaio, sei mesi all’Atletico Madrid, con cui ha vinto un’Europa League (pur senza giocare) ed è arrivato in finale di Coppa del Re. La Nazionale lusitana e, oggi, una prestazione da leader in campo. Due reti e tanto gioco creato. La fase tre della sua carriera pare iniziata.

Marcelo Bielsa: L’ex ct dell’Argentina indovina nuovamente partita e tipo di gioco. Il suo Cile è la più bella favola di questi Mondiali. Sei punti in due partite. Due gol fatti e zero subiti. Un cinismo non da sudamericani, anche se la sua squadra affronta a viso aperto gli avversari, dimostrando un gioco a tratti spettacolare. Difesa quadrata e attacco tutto velocità e dribbling, con “el nino maravilla” Sanchez ad accendere la luce in ogni circostanza. Ecco il succo di un lavoro ben riuscito.

Xavi: Anima, corpo e mente della Spagna. Un giocatore sopra ogni livello, chiamato a comandare un centrocampo stellare. Imposta con autorità, gioca pregevolmente il pallone, si limita a non segnare ma mettere i compagni in condizione di farlo. Non a caso, dopo la sua uscita dal campo, i reparti si allungano e la squadra quasi si sfalda. Non ci sono altre parole. Vederlo giocare vale il prezzo del biglietto.

CHI SCENDE: Corea del Nord: Qualcuno deve aver staccato l’interruttore che teneva in vita gli undici manichini coreani. Tra primo e secondo tempo, la Corea del Nord cambia faccia e personalità. Impossibile prendere sei reti in 45minuti. Anche se si affronta un Portogallo affamato di dimostrare il proprio valore tecnico. Qualsiasi cosa sia successa, questo Mondiale dice addio ad una delle squadre più imprevedibili della storia della competizione. Arrivare quasi al pareggio con il Brasile e perdere, quattro giorni dopo, 7-0 con il Portogallo. Cose da pazzi!

David Suazo: Non che si possa far molto quando si gioca nell’Honduras, ma l’attaccante del Genoa appare troppo fuori forma per poter incidere a questi Mondiali. Viene provato prima come unica punta, per sfruttarne le veloci ripartenze, poi come ala destra e infine a sinistra. A sette minuti dal triplice fischio il suo allenatore, ormai stanco di vani tentativi, lo richiama in panchina. Una decisione che significa tanto quando sei l’elemento di spicco della tua nazionale.

 

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di Salvatore Formisano
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