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CHI SCENDE E CHI SALE

12°giornata Tango batte sirtaki. Avanti Sudamerica


12°giornata Tango batte sirtaki. Avanti Sudamerica
22/06/2010, 22:06

Primi verdetti, prime eliminazioni. La dodicesima giornata Mondiale è la prima dal dentro o fuori. E allora fuori un buon Sudafrica, un’orrenda e arrogante Francia, una timorosa Grecia ed una Nigeria suicida. Agli ottavi va l’Uruguay di Forlan-Suarez, ma anche di una difesa d’acciaio. Il Messico del mix giovani-vecchie glorie. L’atletica Corea del Sud. E, dulcis in fundo, L’Argentina superstar, griffata D.A.M. Ecco i voti:

CHI SALE: Sudafrica: Come uscire a testa alta da una competizione sportiva. I giocatori sudafricani sono più forti della differenza reti, più forti del loro pubblico (che dopo la sconfitta con l’Uruguay aveva abbandonato lo stadio), ma soprattutto più forti di una Francia presuntuosa e inconcludente. Tshabalala, Khune, Mphela sono nomi da ricordare. Il loro Mondiale purtroppo è già finito, ma continuerà per la propria nazione. E, in fondo, è questo quello che conta veramente.

Difesa Uruguay:  Dell’Uruguay salta sempre all’occhio l’attacco, che a suon di reti riesce a guadagnarsi sempre l’attenzione. Pochi fanno caso al reparto arretrato, forse tra i più interessanti di questa competizione. Muslera resta imbattuto nelle tre gare. Fucile a sinistra è un condottiero vecchio stampo. Ma la coppia d’oro sono i centrali. Un Lugano così in forma non lo si vedeva dai tempi della doppia vittoria Libertadores-Intercontinentale con la maglia del San Paolo. Senza dimenticare l'ottimo Godin, assente quest’oggi.

Georgios Samaras: Vita dura per l’attaccante della Grecia. Rehhagel gli ordina di tenere da solo il reparto offensivo, e lui si dimena per 90’ tra le maglie della difesa Argentina. Lo fa bene, e sorprende per le sue doti di protezione del pallone e capacità di smarcarsi. Corre tanto, si sacrifica oltremodo. Sfiora anche il gol, che sarebbe stato un cameo nella sua carriera. Perché non puntare su di lui prima, anziché usare la vecchia carta Charisteas? Troppo tardi per pensarci.

CHI SCENDE: Yohann Gourcuff: Difficile scegliere tra i tanti esempi negativi in maglia Blues. Scegliamo lui, ed il motivo è semplice. Doveva essere una delle stelle di questo Mondiale. Due grandi stagioni al Bordeaux lo hanno consacrato in Francia e in Europa. Ora si attendeva il battesimo a livello internazionale. Più che il battesimo è arrivato il funerale. Due partite giocate male ed un espulsione. Colpa anche di un Domenech ammazza talenti. La targa di flop della competizione se la guadagna a pieno merito.

Otto Rehhagel: Va bene la tattica, ma qui si esagera. Contro l’Argentina comanda ai suoi di giocare in undici dietro la linea della palla. Eppure alla sua Grecia serviva la vittoria per passare, e invece presenta la solita squadra tutta muscoli, con il solo Samaras in avanti. Il risultato è preannunciato. Vince l’Argentina, e la Grecia è fuori. L’impresa era difficile, ma giocarsela in difesa certo non ha aiutato.

Nigeria: Tra la partita con la Grecia e quella con la Corea del Sud, praticamente la nazionale africana si autoelimina. Gli errori sono pressoché gli stessi. Troppi errori sotto porta, peccati di ingenuità e regali gratuiti agli avversari. Anche i coreani, dopo gli ellenici, ringraziano. Due punizioni contro e due gol (sulla seconda erroraccio del portiere) bastano per farsi eliminare. Gli attacchi di Yakubu prima e Martins poi completano l’opera. Peccato.

 

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di Salvatore Formisano
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