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PIU' FORTI DEL POTERE

150anni di (poca) Unità, ma Napoli va a testa alta


150anni di (poca) Unità, ma Napoli va a testa alta
09/03/2011, 09:03

Più saggi del Palazzo, più forti del "potere". Quella dei napoletani è una storia, non solo calcistica, che si protrae da anni. E' la storia di un popolo virtuoso e combattivo; orgoglioso della propria terra e dei propri simboli, ma troppo spesso preso a calci dal Padrone di turno. E' l'esempio di chi aveva onori, terra e ricchezze, e se li è visti portare via "per amor della Patria". Gli è rimasta solo la Terra, a cui resta legato e di cui piange la lontananza.
Nell'anno dei 150 anni dell'Unità d'Italia, Napoli non festeggia. E stavolta nulla centrano saccheggi e torture passate (ma, forse, ancora così attuali). 
Napoli non festeggia perchè l'Italia non è unita sul territorio, e non lo è tantomeno nel mondo calcistico. Perchè, nello sport come nella vita, unità significa anche uguaglianza di poteri e di possibilità. Significa partire tutti dallo stesso gradino e poter avere tutti lo stesso obiettivo. Significa che nel business, quale è diventato il calcio, tutti dovrebbero spendere e acquistare allo stesso modo; tutti dovrebbero incassare la stessa fetta di torta dagli sponsor; tutti dovrebbero avere la stessa voce all'interno del Palazzo.
Così (non) è, se vi pare... Mentre l'ago pende sempre verso Nord, al popolo napoletano non resta che proseguire per la sua strada e stringersi attorno ai propri idoli. Che non sono i "salvatori" italiani, come Giuseppe Garibaldi, ma dei puri talenti argentini, come Diego Armando Maradona. Napoli si aggrappa a chi ha dato, e non tolto alla sua storia. Proseguirà il suo cammino contro torti e soprusi a cui nella vita, come nel calcio, è sempre stato abituato a destreggiarsi. E lo farà, ancora una volta, dopo 150 anni, a testa alta! 

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di Salvatore Formisano
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