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CHI SCENDE E CHI SALE

15°giornata. Spagna, Brasile, Portogallo: ottavi


15°giornata. Spagna, Brasile, Portogallo: ottavi
26/06/2010, 00:06

Con la quindicesima giornata si completa il quadro degli ottavi di finale. Passano il turno Brasile e Portogallo, protagoniste di uno 0-0 che è un oltraggio alla tecnica presente in campo. Fuori una buona Costa d’Avorio e la disastrosa Corea del Nord. Avanti anche i Campioni d’Europa della Spagna, che vincono ma non eliminano il Cile. La Svizzera spreca e resta a guardare. Solo pari con l’Honduras, anch’esso eliminato.

CHI SALE: Andres Iniesta: Il padrone del centrocampo spagnolo è tornato, ed ha più classe di prima. La linea mediana è il suo territorio personale e, a cambio con l’altro maestro Xavi, incanta a suon di giocate brillanti il calcio iberico. Meriterebbero entrambi i centrali spagnoli la palma di eccellente di giornata. Ma appare giusto mettere un gradino sopra Iniesta, perché ha segnato un gran gol e perché viene da un infortunio non facile da assorbire.

Yaya Tourè: Partita facile per la sua Costa d’Avorio contro i coreani. Gioca, segna, vince, ma non sorride, perché non serve per passare il turno. Testa bassa, torna negli spogliatoi con il risultato di pareggio tra Portogallo e Brasile. Pensare che le due nazioni gemelle si potessero fare del male era difficile, ma sperarci è cosa dovuta soprattutto ad un Mondiale. Peccato non poter vedere più la sua squadra giocare. Comunque, uscire da un girone di ferro con 4punti in tasca ed una differenza reti in attivo non è cosa da poco.

CHI SCENDE: Felipe Melo: Una nota stonata nell’orchestra sinfonica di Dunga. Entra sempre fuori tempo, si innervosisce senza motivo valido, prende di mira gli avversari in una lotta senza esclusione di colpi. Si fa ammonire per un fallaccio rugbistico su Duda, e gli va bene che l’arbitro non lo sbatta fuori dal campo. Ci pensa Dunga a farlo, e a giusta ragione. Una sua permanenza ulteriore sarebbe valsa il giocare in inferiorità numerica. 

Claudio Bravo: Nome italiano, ma sangue sudamericano per il portiere del Cile. Lo dimostra tutto, il sangue pazzo, nell’uscita di pura follia che fa sui piedi di Fernando Torres. Il motivo dell’intervento non l’ha capito nessuno. Neanche il santone Bielsa, che in panchina fremeva. Fatto sta che la rete di Villa, abile ad approfittare del pasticcio, spiana la strada alle Furie Rosse e porta il Cile alla prima sconfitta del torneo.

Svizzera: Mondiale dai due volti quello della squadra di Hitzfeld. Partita fortissimo, vincendo con la principale candidata alla vittoria (non solo del girone, ma anche finale), la Spagna, si addormenta strada facendo negandosi il passaggio agli ottavi. Servivano due gol e tanta speranza per passare. C’è rimasta solo la seconda, che d’altronde ha visto perdere il Cile. La rete, clamorosamente, non arriva contro il più che modesto Honduras. A tratti, appare quasi che i giocatori svizzeri entrino in confusione appena vedano il portiere avversario. Questione di abitudine.

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di Salvatore Formisano
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