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CHI SALE E CHI SCENDE

18°giornata. Brasile e Olanda, gioco e vittorie.


18°giornata. Brasile e Olanda, gioco e vittorie.
28/06/2010, 22:06

Nella diciottesima giornata escono allo scoperto due serie pretendenti al titolo. L'Olanda, che batte la Slovacchia per 2-1, ed il Brasile, 3-0 sul Cile. Nessun problema per entrambe, trascinate dai propri fantasisti. Da una parte gli oranje Sneijder, Kuyt e Robben; dall'altra i verdeoro Kakà, Robinho e Luis Fabiano. Ai quarti ci sarà da divertirsi.

CHI SALE: Arjen Robben: E’ l’asso nella manica di Van Marwijk. Rischiava di saltare il Mondiale a causa di quei muscoli di cristallo che si ritrova. E invece, eccolo lì. A metterla dentro con una facilità impressionante dopo essersi fatto 50metri di corsa. La prassi è sempre la stessa. Il piatto forte della casa. Dribbling a rientrare con il piede sinistro e tiro ad incrociare sull’angolo stretto. Nulla da fare per Mucha, come per i 23 portieri che ha inchiodato in una stagione fantastica con la maglia del Bayern Monaco.

Ramires: Perché mai questo giocatore abbia finora fatto la riserva di Felipe Melo, nessuno riesce a spiegarlo. Evidentemente Dunga ritiene più esperto il centrale della Juventus. Ma se l’esperienza si basa sulle partite internazionali disputate, potremmo anche dargli ragione. Invece qui l’esperienza è dimostrata da una freddezza ed una tecnica superiori al normale. Strepitoso il break a metà campo che dà il via al terzo gol siglato da Robinho.

CHI SCENDE: Vladimir Weiss: Bravo a preparare la partita, ma non a cambiarla in corsa. La sua squadra è sotto di un gol, le squadre sono lunghe, eppure si ostina a far giocare arretrato Hamsik che, quanto a inserimenti, è secondo a pochi in Europa.  Non cambia mentalità e le prende. E’ il suo punto debole. Anche con il Paraguay, una volta sotto non è riuscito a cambiare le cose. Peccato contro l’Italia siano andati in vantaggio i suoi.

Mauricio Isla: Corre tanto, ma attacca male e difende peggio. Troppo preoccupato di portare un supporto maggiore, e forse inutile, alla fascia di competenza, dimentica di curare anche la parte difensiva. Sanchez non giova mai delle sue sovrapposizioni, e intanto i brasiliani trovano davanti a se praterie per le continue ripartenze. Un modo di giocare che va a nozze con le caratteristiche dei giocatori della Selecao.

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di Pensiero Azzurro
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