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CHI SCENDE E CHI SALE

19°giornata. La Spagna ringrazia Villa


19°giornata. La Spagna ringrazia Villa
29/06/2010, 22:06

Con la diciannovesima giornata, che anticipa la prima pausa Mondiale, si chiude il discorso ottavi di finale. Avanti a fatica il Paraguay, che piega il “tosto” Giappone solo sui salci di rigore. Meglio la Spagna, che si aggiudica il derby della penisola iberica contro il Portogallo. 1-0 firmato Villa, ancora una volta.

CHI SALE: Eduardo: L’unico a salvare la faccia in un Portogallo ancora una volta vittima del suo narcisismo. La squadra ama guardarsi allo specchio e sfoggiare i propri nomi altisonanti. Lui, che quanto al nome non guadagna granché, se la gioca e tiene a galla i suoi. Subito in partita con tre grandi parate. Poi altri due interventi a salvare il risultato (e l’onore) dopo la rete di Villa. Se non finisce male per i portoghesi, il merito e suo.

David Villa: Com’è e come non è, questo giocatore risolve sempre le partite di rilievo. Ancora un suo gol, il quarto a questi Mondiali, ancora una vittoria per la Spagna. E di che peso! Contro i rivali lusitani, per un derby iberico che vale l’onore prima che la qualificazione ai quarti. Pur senza la spalla di lusso, Fernando Torres, ancora lontano dalla sua condizione di grazie, riesce a fare la differenza. 

CHI SCENDE: Cristiano Ronaldo: Non è entrato in competizione. Troppo fuori dal gioco per poter dare la sua impronta. Eppure la squadra puntava su di lui. Era costruita per lui. Probabile che anche questo abbia causato il flop, ma grossa parte delle colpe sono certamente le sue. La cosa migliore fatta a questo Mondiale? Aver consegnato il trofeo di migliore in campo nella gara contro la Costa d’Avorio al compagno Tiago. Ha spiegato a tutti che non basta il nome per vincere una coppa.

Martino-Okada: I due allenatori, rispettivamente di Paraguay e Giappone, danno vita al quarto di finale più noioso di questi mondiali. Troppa la paura di prendere gol, troppa la tensione di sbilanciarsi. La scelta tattica, uguale nei due casi, di gonfiare il centrocampo di incontristi causa il soffocamento del gioco. In linea mediana si ritrovano a combattere dieci dei ventidue in campo, cinque per squadra, ed il calcio giocato latita. Lo 0-0 è, purtroppo per gli sportivi, il risultato più giusto.

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di Salvatore Formisano
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