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2 FEBBRAIO 2007: MUORE RACITI, POI E' LA VOLTA DI SANDRI


2 FEBBRAIO 2007: MUORE RACITI, POI E' LA VOLTA DI SANDRI
02/02/2008, 11:02

Il 2 febbraio del 2007, esattamente un anno fa, il calcio viveva una delle sue giornate più tristi, di violenza e odio tra gli ultras e la polizia. A perdere la vita fu l’ispettore Filippo Raciti, colpito dall’assalto dei tifosi. Era Catania-Palermo, un anticipo di campionato perché la domenica ci sarebbe stata la festa della città e così quel venerdì tutto era pronto, ultras-polizia: un conflitto senza fine.
Oggi a Catania, allo stadio Massimino, è stata inaugurata una scultura che ricorda Raciti.
Tanto è accaduto da quel 2 febbraio, un anno è passato ma nulla è cambiato, leggi nuove, più severe ma la rabbia non si placa. La polizia non è “gentile” con i tifosi, gli ultras raccontano i metodi poco ortodossi adoperati dalle forze dell’ordine, spesso mascherati, si ha paura di dirlo, ma i supporters non sono da meno, agguerriti contro un’istituizone che ritengono il nemico numero uno: "POLIZIOTTO PRIMO NEMICO".
Niente è diverso e ciò che è avventuo con la morte di Gabrile Sandri lo dimostra, una sorta di guerra civile, fiamme, sangue, violenza, un rapporto impossibile, da Milano a Catania, Napoli, Torino, Genova tutti gli ultras hanno sfilato per le strade contro la polizia, tutti uniti e compatti contro il nemico comune, come si dice chi è nemico del mio nemico è mio amico..
ma cos’è? È calcio? È passione? Sono tutte scuse?
Dopo un anno siamo ancora qui con la paura di andare allo stadio per un corpo di polizia male addestrato e poco pronto e per un gruppo di facinorosi che rovina quello sport che amiamo tanto. 

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di Francesca Fortunato
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