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CHI SCENDE E CHI SALE

20°giornata. Ghana, destino beffardo!


20°giornata. Ghana, destino beffardo!
02/07/2010, 23:07

Si sprecano le emozioni nei quarti di finale Mondiali. La 20°giornata di Sudafrica 2010 non è roba per deboli di cuore. Strepitoso il match tra Olanda e Brasile che vede vincenti gli oranje a pieno merito sui verdeoro. Le partite ai Mondiali non durano 45minuti. Dunga e i suoi dovrebbero saperlo. In serata, ancora più affascinante la sfida tra Uruguay e Ghana. Escono gli africani, vittime di un destino crudele. L'azione dell'ultimo secondo dei tempi supplementari è da cardiopalma. Il rigore sbagliato fa venire le lacrime ad un intero continente. I tiri dal dischetto la beffa più atroce.

CHI SALE: Olanda: Una reazione del genere, in faccia al Brasile, è frutto di una reazione collettiva. Difficile elogiare solo qualche nome, anche se ai più vengono in mente i soliti. D’altronde è impossibile non citare Robben, autore di una partita perfetta in cui non ha sbagliato un solo tocco, né dribbling, facendo letteralmente impazzire Bastos e Felipe Melo. Come è difficile non elogiare Sneijder, che ha messo lo zampino in entrambi i gol. Ma se questi due giocatori rappresentano da anni l’elite del calcio olandese, quest’oggi ha sorpreso chi di solito è stato nell’ombra. Un De Jong insuperabile; un Kuyt con due polmoni grossi il doppio degli avversari; un Ooijer impeccabile. Tutti, però, sotto la sufficienza a fine primo tempo. E allora, è giusto attribuire questo piccolo capolavoro a chi è riuscito a tirare fuori il meglio dai giocatori. Mister Bert Van Marwijk, capace di cambiare volto alla sua squadra in appena un quarto d’ora. La semifinale è meritata.

Juan: Conclude in positivo il Mondiale pur dinanzi allo sfracello brasiliano. Partita eccellente, contro avversari tecnici e veloci come gli olandesi. E’ l’unico dei suoi a giocare anche il secondo tempo. Tiene testa agli oranje ed evita in più di una occasione un passivo maggiore. Esperienza e qualità, a dimostrazione di quanto fatto vedere nell’ultimo campionato e di quanto sia riuscito a crescere in sicurezza. Si completa perfettamente con Lucio. Se l’Inter dovesse accorgersene seriamente, la difesa nerazzurra sarebbe definitivamente blindata.

Fernando Muslera: E’ stato perfetto fino ad ora il portierino della Lazio. Il migliore dei suoi rimasto in gara fino ai quarti, almeno stando ai numeri dimostrati al Mondiale. Gli elogi sono arrivati da tutti, anche grazie ad una difesa rocciosa che ha permesso all’Uruguay di incassare appena due reti nel suo cammino. Poi il gol di Muntari, su cui pesa tantissimo il suo errato posizionamento. La capacità di riprendersi mentalmente e decidere, stavolta in positivo, il destino dei suoi. Due rigori parati ed Uruguay ai quarti.
CHI SCENDE: Felipe Melo: Ora qualcuno dirà “Lo avevo detto”. A Dunga fischieranno le orecchie per quanto sentirà ripetersi questa frase. Eppure nel gol di Robinho l’assist è del centrocampista juventino. Ma non basta a salvarsi. Il problema è sempre lo stesso. Troppo nervosismo, difficoltà di gestire l’adrenalina. L’autorete può essere frutto della sfortuna, pur se l’intervento è goffo. Ma la “passeggiata” su Robben è da bollino, più che da cartellino rosso. Un giocatore a questi livelli non può commettere tali errori. Ma la domanda è lecita. Melo è un giocatore da questi livelli?

Asamoah Gyan: Sarebbe da inserire tra i migliori, se non fosse per quel calcio di rigore tirato sulla traversa. Il destino è beffardo e crudele. Gioca una gran partita, a tratti la migliore del suo già eccezionale Mondiale. Corre e mette in difficoltà una delle difese migliori di questi Campionati del Mondo. Gli capita l’occasione della vita, ma la affronta con cattiveria anziché con classe. La potenza è sprecata, e la traversa dice no! Pochi secondi dopo segna uno dei rigori. Beffa consumata. Addio Mondiale.
 

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di Salvatore Formisano
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