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CHI SALE E CHI SCENDE

5°giornata mondiale. "Kiwi" e Corea per la storia


5°giornata mondiale. 'Kiwi' e Corea per la storia
15/06/2010, 23:06

Emozioni e sorrisi nella quinta giornata Mondiale. Le emozioni sono tutte oceaniche. Il pareggio della Nuova Zelanda vale oro per gli “All White”, e non solo. Bene la Slovacchia di Hamsik, ma con poca fortuna in tasca. Il solito Portogallo palleggiatore incallito impatta contro una discreta Costa d’Avorio. I sorrisi, invece, arrivano dall’Asia. Corea del Nord vincitrice morale contro un Brasile, troppo vanitoso per poter giocare seriamente a calcio.

CHI SALE: Corea del Nord: A parte le lacrime di commozione di Jong Tae-Se, una delle pagine più belle di questi Mondiali, i nordcoreani emozionano non poco. La seconda Corea a scendere in campo nella competizione non sfigura per nulla dinanzi ai pentacampioni brasiliani. Gli asiatici giocano un calcio semplice e pulito. Si difendono con ordine e provano talvolta ad attaccare a testa alta e senza alcun timore. Lo spirito giusto per affrontare una competizione di tale livello e non farsi schiacciare dal Brasile. Lo 0-0 del primo tempo è un mezzo miracolo. La rete allo scadere lo completa. Si guadagna ufficialmente la palma di “nazionale simpatia” di Sudafrica 2010. Jong Tae-See e Ji Yun-Nam sono nomi da segnare sul taccuino degli osservatori.

Elano: Giocatore straordinario per tecnica e duttilità tattica. Si vede poco, e spesso il suo nome scompare tra quelli altisonanti di Kakà, Robinho e Luis Fabiano, ma Dunga sa bene che l’ago della bilancia è tutto nei piedi e nella mente del centrocampista del Galatasaray. Da par suo, non delude mai. Un assist e un gol, per servirvi. E la partita cambia. Poi il mister lo chiama in panchina. Bisogna preservare i muscoli. Non si hanno più vent’anni.

Winston Reid: Il gol del 21enne difensore dei “kiwi” fa scoppiare di gioia la Nuova Zelanda che mai in un Mondiale aveva fatto punti (precedente partecipazione a Spagna ’82, tre sconfitte). Ma la gioia è anche un pizzico italiana, per i due punti strappati via alla Slovacchia, e danese, dove Reid è cresciuto. È l’unico a credere fino in fondo alla possibilità di riagguantare Hamsik e compagni. E la zampata al 93’ è un merito alla tenacia.

CHI SCENDE: Deco: Semplicemente impalpabile. Senza idee, né palloni giocati, è la zavorra di un Portogallo già di per sé fiacco. Con gli esterni che si ritrova la squadra lusitana la sua tecnica dovrebbe esaltarlo come regista avanzato. E invece si perde in un miscuglio orange-africano.  Purtroppo non è l’area del Sudafrica a penalizzarlo. Deco gioca così da almeno due anni. Deve ringraziare il Portogallo se partecipa ancora a una Coppa del Mondo. Avesse mantenuto la sua nazionalità, quella brasiliana, a quest’ora starebbe seduto sul divano a godersi gli highlights delle partite.

Jorge Larrionda: Un arbitraggio non all’altezza della situazione quello del direttore di gara uruguayano a cui viene affidata Costa d’Avorio-Portogallo. È uno dei migliori uomini offertti dalla FIFA, ma non lo dimostra sul campo. Non vede alcuni falli netti dei portoghesi. Entrate killer, come quelle di Danny e Meireles, meriterebbero quantomeno l’ammonizione. Strano caso. La sua carriera internazionale sembra quasi legata alla terra lusitana. Quattro anni fa diresse le gare Portogallo-Angola e la semifinale Portogallo-Germania.

 

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di Salvatore Formisano
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