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CHI SALE E CHI SCENDE

7° giornata. Argentina show. Figuraccia Francia


7° giornata. Argentina show. Figuraccia Francia
17/06/2010, 22:06

Si va delineando la natura dei gironi di qualificazione dopo la settima giornata. Il quadro appare più chiaro. La Francia è con un piede e mezzo fuori dal Mondiale. Tremenda la prestazione offerta contro il Messico, che ora dovrà solo fare passerella con l’Uruguay per qualificarsi. Nel girone B, l’Argentina domina tutti e riscopre Higuain. La Nigeria si autoelimina. A giocarsela saranno Grecia e Corea del Sud. I voti di giornata.

CHI SALE: Gonzalo Higuain: Dopo la prima partita sembrava destinato a lasciare inesorabilmente il posto al più quotato e amato Diego Milito. E invece l’attaccante del Rel Madrid, pur senza impressionare, diventa uno dei protagonisti di questo Mondiale. Sua la prima tripletta, sua la mazzata definitiva alla corsara Corea del Sud. Si muove poco e partecipa raramente al vivo dell’azione, ma quanto a finalizzazione non lo batte nessuno. Che Messi, Di Maria, Tevez e Aguero creino liberamente, là davanti c’è chi concretizza gli sforzi.

Cuauthemoc Blanco: Il talento non ha età. A 37 anni suonati, questo signore un po’ panciuto, ma con ancora due piedi poetici, si guadagna il palcoscenico in poco meno di mezz’ora di gioco. Opera in un area di pochi metri quadri, ma quando la palla tocca le sue scarpette si trasforma in poesia. In una sola sera centra due obbiettivi storici: portare il suo Messico alla prima vittoria contro la Francia ed essere l’unico messicano ad aver segnato in tre Mondiali diversi. Sarà anche un “loco”, ma calcisticamente è un mito.

CHI SCENDE: Difesa Argentina: Se i fantastici cinque del reparto offensivo argentino sembrano finalmente entrati nel vivo della competizione, a preoccupare Maradona e tifosi c’è la solita retroguardia disattenta e indisciplinata. Jonas Gutierrez continua a far danni sulla fascia destra. Prende addirittura un’ammonizione inutile che gli farà saltare la prossima partita. Demichelis commette un’ingenuità enorme sulla rete della Corea. Il portiere Romero appare troppo frettoloso nelle uscite, talvolta spericolate e inutili. E per di più si è infortunato Samuel, la colonna del reparto. Tanti problemi, poche soluzioni per Diego.

Sani Kaita: Bisogna avere un tasso di follia bello alto per commettere una pazzia come quella fatta dal 24enne centrocampista nigeriano. Con la squadra in vantaggio per 1-0, e padrona del gioco in un match dal dentro o fuori, decide di rifilare un calcio ad un avversario per una semplice rimessa laterale. L’arbitro lo espelle, e lui si inginocchia incredulo davanti le telecamere. Poche storie. L’errore è tutto suo e se la Nigeria esce al primo turno al vantaggio di una Grecia modestissima la colpa si chiama Kaita.

Francia: Sta per tutta la Francia. Partendo dalla Federazione, che dopo la figuraccia europea di due anni fa in Svizzera&Austria decise di riconfermare Domenech. Passando proprio per l’allenatore, che quasi sembra non interessarsi a quanto accade in campo. Non dà nessuna indicazione ai suoi nell’arco di 90’ e nemmeno tenta di rincuorarli al fischio finale, guadagnando di corsa gli spogliatoi. E, in conclusione, i giocatori. Svogliati, senza luce, senza buone intenzioni. Si limitano ad un gioco di passaggi orizzontali anche quando sono sotto di due reti e quasi eliminati. Serve una rivoluzione. In ambito federale, tecnico e qualitativo. 

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di Salvatore Formisano
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