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A Barcellona i tifosi hanno consolato Aurelio


A Barcellona i tifosi hanno consolato Aurelio
24/08/2011, 11:08

"Ma quanti siete?". Las cinco de la tarde, un fiume di uomini, donne e bambini sgomita dinnanzi ai poster e alle magliette di Messi, in quel megastore chia­mato botiga, e una voce diviene un passaparola: "Ma c'è De Lauren­tiis?". Cominciano due ragazzi: clic, una foto. Poi diviene una pro­cessione, che lascia di stucco i rap­presentanti del Barcellona. Quat­tro, otto, dieci; un gruppo di cinque, i complimenti, l'incoraggiamento a dimenticare i cinque gol di una ga­ra che è semplicemente un inciden­te (estivo) del percorso: "Presiden­te, in fin dei conti è un'amichevo­le".

L'album della giornata è blau­grana, però con sfumature forti di azzurro, perché al Camp Nou c'è De Laurentiis, foto ricordo con i tifosi tanta napoletanità, gente in vacan­za e reduci dal Gamper: una istan­tanea proprio dove c'è il videoscre­en di Maradona e la conferma di avere alle spalle un popolo che ha radici ovunque. Il pomeriggio è sorprendente, per trasporto e per passione, e alla fine la carrellata tra quello che è stato (ed è) il Bar­cellona si trasforma nella conta dei presenti, nel revival del lunedì se­ra, quando all'ingresso in campo delle squadre c'è stata un'ovazione sospetta alla lettura della formazio­ne. Quanti erano, già in quel mo­mento? Il Napoli è ovunque, anche con il pallone sgonfio e chi rimane stupito più di ogni altro è Pere Gra­tacos - il cicerone catalano - che sta al fianco di De Laurentiis, tenta di spiegare questo e quello e deve in­terrompersi perché dal nulla, im­provvisamente, emergono tracce del San Paolo: "Presidente, permet­te?". Avanti così, quasi accompa­gnando la delegazione partenopea sino al varco 9, l'uscita, prima di imbarcarsi verso El Prat, destina­zione Italia, sapendo di aver lascia­to in Spagna tracce di Napoli.

Fonte: Corriere dello Sport

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di Salvatore Formisano
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