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Ad ognuno il suo


Ad ognuno il suo
07/02/2011, 09:02

Si è giocato peggio. Ma quando peggio vuol dire vittoria, allora significa che realmente ogni sogno è possibile. Il Cesena è stato ancora una volta, così come all'andata, un'importante crocevia. Perchè, così come all'andata, gli azzurri venivano da una sconfitta pesante, per mano di quel Chievo Verona che pare acquistare la piena forma solo quando sente odore del Sud (la Lazio l'ultima a pagare dazio). E, così come al Manuzzi, è stata la vittoria di tutti.
Ad ognuno il suo, quindi.
A Cavani il 18esimo gol in campionato. Sempre più leader della classifica cannonieri, con due reti di distanza da Di Natale, El Matador può ben presto eguagliare il record di marcature di Antonio Careca. Sarebbe il modo ufficiale per titolarsi come erede del brasiliano.
A Mazzarri i tre punti. Tanti quelli conquistati con il Cesena; tanti quelli di distanza dal Milan capolista. Il tecnico livornese non parla, ma un pò ci pensa.
A Maggio la maglia della Nazionale. Ritrovata dopo mesi di astinenza, sotto la guida di quel Cesare Prandelli che, seppur non un suo grande estimatore, si è dovuto piegare alla stagione superlativa dell'esterno destro.
A Cribari il merito di una grande prestazione. Perchè, con una ritrovata sicurezza nei propri mezzi, la partita del centrale è stata quasi perfetta su Bogdani.
A Mascara la sua prima al San Paolo. E il suo primo assist. E la sua prima vittoria. Scusate se è poco...
Sosa il suo primo gol. Quella rete che chiude la partita e, si spera, anche la crisi stagionale di un giocatore che può dare evidentemente di più.
Infine, ma non per ultimi, ai tifosi. Che ascolatano alle radioline (in assenza dei tabelloni luminosi) il pareggio del Milan e Genova. Vedono la propria squadra vincere ancora. E possono alzare le braccia al cielo al fischio finale, continuando a sognare.

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di Salvatore Formisano
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