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"Addio Catania. Ottimo rapporto con De Laurentiis"


'Addio Catania. Ottimo rapporto con De Laurentiis'
23/04/2012, 13:04

A Radio Crc è intervenuto Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania: “Le mie dimissioni di tre mesi fa? Confermo pienamente ciò che ho detto, non ho nulla da obiettare. Sono fuori dal Catania. Continuo a gestire la società ma ci sono state delle cose che non riesco a digerire per cui è giusto che cerchi altrove altri stimoli. Un’annata va conclusa perché non c’è solo l’aspetto tecnico da concludere ma anche cose amministrative e la mia coscienza professionale mi farà concludere tutto ciò che avevo aperto. Ho assistito ad una serie di interventi e mi è sembrato giusto adesso mettere i puntini sulle i. Certe dichiarazioni lasciavano spazio ai giornalisti di fare considerazioni per cui mi è sembrato giusto chiarire le cose. Quello che il presidente del Catania sa da due mesi adesso è reso pubblico. Sono in carica per l’ordinaria amministrazione, sono andato in Argentina per il Catania per cui concluderò il mio lavoro al meglio. Cercherò altrove ciò che non mi ha dato il Catania. Quando ho preso il Catania, ed era in B, ho detto al mio presidente tutto ciò che sarebbe successo. Oggi il Catania ha un centro sportivo valutato 150milioni di euro e i giocatori che sono in giro non valgono meno di 350milioni di euro. Negli ultimi 7 anni abbiamo fatto un utile pari a 65 milioni di euro e sono cifre impressionati. Quando arrivai a Catania però dissi a Pulvirenti anche che sarebbe finita quando lui non ce l’avrebbe più fatta, quando i commenti della gente diventavano pesanti, quando cioè la gente diceva che io contavo più di lui. Io voglio bene all’uomo Pulvirenti e non voglio che venga sminuito il tutto. La mia è stata una scelta che conto di portare avanti nel migliori modo possibile e mi auguro che la si finisca di fare chiacchiere. Devo arguire che c’è stata inesperienza da parte del presidente perché andare a polemizzare sempre alcune situazioni vuol dire prestarsi al gioco al massacro. Montella? Ha il dna del grande allenatore, ha tutto per diventare un tecnico di una grande squadra. Ha serenità, equilibrio, la giusta furbizia da buon napoletano ed ha voglia di migliorarsi. La società è un punto di riferimento, è il confronto continuo con l’allenatore e noi abbiamo un rapporto molto franco. L’allenatore fa il lavoro sul campo. Il supporto che l’azienda dà al tecnico fa sì che questo venga protetto. Il mio futuro a Napoli? Sono sempre stato fuori da qualsiasi tipo di chiacchiera e continuo ad esserlo. Non ho incontrato nessuno al momento. Con De Laurentiis parlo spasso, ci confrontiamo su alcuni aspetti della Lega, poi, nel confronto ci sta che si parli di cose tecniche. In definitiva però abbiamo un ottimo rapporto. Anche ad Udine ho portato un modo di fare calcio nuovo che ancora oggi dà dei frutti. Di buoni giocatori ce ne sono, l’importante è saperli scegliere. Considero Napoli una primissima piazza perché deve considerarsi nel novero delle grandissime, deve ambire lo scudetto. I vincenti sono quelli che raggiungono l’obiettivo e quindi si può essere vincenti anche salvandosi. Fare calcio a Napoli è certamente diverso rispetto al calcio che si fa a Firenze, a Bologna o a Catania. Credo che Napoli sia casa mia, sono napoletano e terrone dalla testa ai piedi. Tra Napoli, Fiorentina ed Inter chi sceglierei? In questo momento devo pensare solo a chiudere bene le cose a Catania poi quello che verrà lo considererò con calma. Quando sarà il momento, vedremo. Nel giorno in cui si presenteranno le società, valuterò ma ad oggi non ho avuto alcun contatto, con nessuno”.

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di Roberto Russo
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