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PARLA PALLAVICINO

Agente Pandev: Napoli? Goran non esitò un istante!


Agente Pandev: Napoli? Goran non esitò un istante!
01/12/2011, 11:12

«Mai visto un calciatore convincersi di un trasferimento in appena venti minuti». Carlo Pallavicino, procuratore di Goran Pandev, rivela gustosi retroscena del passaggio del suo assistito dall'Inter al Napoli: «Quando si prospettò l'ipotesi, Goran non esitò un istante. Aveva rifiutato diverse richieste durante i giorni di calcio mercato: dal Genoa, dal Fulham, dal CSKA, dalla Turchia. Appena seppe del Napoli e di Mazzarri mi raggiunse e firmò in una manciata di minuti. Devo dire che i buoni rapporti tra Moratti e De Laurentiis spianarono di molto la strada per il prestito». Pallavicino aggiunge: «Pandev è arrivato a Napoli dopo aver vissuto un'estate da separato in casa dell'Inter. Non aveva svolto una preparazione con la dovuta serenità mentale. Quando poi stava recuperando, si è infortunato. Ha sofferto abbastanza. Avrebbe voluto subito rendersi utile a Napoli ma non poteva. Devo dire che sia l'allenatore che i compagni lo hanno accolto benissimo nello spogliatoio. A Bergamo sentiva troppo la responsabilità ed il fatto di non aver potuto esprimersi come voleva lo ha innervosito. Ma Goran è un professionista impeccabile e a Napoli può dimostrare tutto il suo talento. Anche perchè può ricoprire tutti i ruoli dell'attacco e per questo Mazzarri l'avrebbe voluto anche l'anno prima». Pandev è legato all'Inter da altri due anni di contratto ma Pallavicino non esclude ipotesi per il futuro:«Quando arrivi a Napoli, non vorresti più andare via. La tifoseria è impagabile e lo si è visto nell'ovazione che ha riservato al mio assistito durante e dopo la partita. Ma è presto per parlare di cosa avverrà a giugno. A Goran piacerebbe restare in azzurro anche perchè a Napoli è nato il suo secondo figlio. Dipende dalle volontà dei due presidenti e da quello che dimostrerà il ragazzo in questi mesi. Di sicuro la squadra deve ancora scoprire le qualità di Dzemaili, Santana, lo stesso Britos e dei giovani stranieri. L'organizzazione di gioco può compensare certe differenze di organico che esistono con le grandi squadre».
FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Redazione
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