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IL CIUCCIO CHE VOLA

Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia


Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia
16/10/2011, 10:10

No, Agostinelli nooo, pietà di noi! Offritegli una panchina: il Pergocrema, il Poggibonsi, il Pizzighettone, una qualsiasi, ma non fategli fare il commentatore televisivo, per favore. Ma non solo perché non riesce a distinguere Giovinco da Boateng e Inler da Criscimanni, ma soprattutto perché porta statisticamente una iella scientifica.
Io, se volete, la partita ve la posso pure raccontare, ma dal punto di vista tecnico si può sintetizzare in una sola frase, anche un po’ scontata, se vogliamo: un Parma Modesto vince al San Paolo con un colpo da Gobbi.
Eppure, voi penserete, i gobbi portano bene… Ma contro gli influssi malefici di Agostinelli non c’è nulla da fare. Mazzarri, che pure conosceva questa statistica, appena ha saputo che il commento tecnico di Mediaset premium sarebbe stato affidato all’ex caschetto d’oro, ha trascorso ore in ritiro con la squadra a ripetere alcuni riti magici. “Aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia” era il rito del mattino, e “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” quello ripetuto per  due settimane durante gli allenamenti pomeridiani. Niente tattica, niente schemi, anche perché i calciatori erano stati convocati quasi tutti in nazionale, ad esclusione di Cannavaro e Campagnaro, atteso che Prandelli ha preferito puntare sul blocco Juve, che l’anno scorso è stata la diesa che, in casa, ha subito più goal dell’intera serie A.
Se, per la partita col Chievo, Mazzarri aveva chiesto al medico sociale e al preparatore atletico di fare la formazione, per limitare al massimo il rischio infortuni, questa volta si è affidato al Santone di Avella, per individuare i calciatori più protetti dalle stelle e che potessero contrastare la sfiga agostinelliana.
Da approfonditi studi di un collegio di maghi, composto dal Mago Otelma, Gennaro D’Auria, Merlino e Harry Potter è risultato che anche se tutti gli abbonati Mediaset ascoltano la telecronaca di Raffaele Auriemma, per il solo fatto che esiste l’opzione Agostinelli, sul Napoli si abbattono catastrofi inenarrabili. Chi di voi non ricorda, ad esempio, la diagnosi di qualche anno fa dell’ex calciatore della Pistoiese che prima ancora che venisse commesso un fallo su Lavezzi gli predisse un lungo stop? E secondo voi, e siate onesti nella risposta, la parata di Mirante sul colpo di testa di Maggio e il susseguente palo di Cavani non sono da addebitare a forze occulte? E la punizione di Cavani, che per un millimetro non ha spicchettato la porta del Parma?
Lasciamo stare il rigore per il fallo di mano in area su cross di Dossena, e qualche altra svista di Mazzoleni, che si è scordato i cartellini gialli nella giacchetta nera mandata in tintoria e che per evitare un Rocchi bis, non ha dato neppure la punizione su Lavezzi, atterrato in prossimità della linea dell’area di rigore, dopo aver battuto il record mondiale di dribbling consecutivi (ben trentotto! N.d.r.) Noi non ci vogliamo attaccare agli errori arbitrali. Non siamo interisti.
Ma secondo voi, perdere in casa con il Parma per un goal di Gobbi e di Modesto (che in due hanno segnato tre goal in carriera) non ha motivazioni che vanno ampiamente al di là della scienza e della fantascienza?

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di Gianni Puca
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