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Albarella: "Germania favorita dal riposo maggiore"


Albarella: 'Germania favorita dal riposo maggiore'
26/06/2012, 14:06

A Radio Crc è intervenuto Eugenio Albarella, preparatore sportivo della Nazionale giapponese: “Le 24 ore in più della Germania rispetto all’Italia per allenarsi? L’importanza di avere a disposizione 24 ore in più per poter preparare una partita di calcio l’ha dimostrata l’Italia stessa nella prestazione contro l’Inghilterra. Quando la squadra di Prandelli ha avuto la possibilità di allenarsi per sei giorni consecutivi, atleticamente ha fatto un’ottima prestazione. In queste competizioni anche 24 ore possono cambiare l’andamento di una partita. Bisogna sopperire a questo handicap che sulla carta c’è. L’Italia la vedo bene dal punto di vista fisico, se si prende in considerazione il match contro l’Inghilterra. Poi, è importante distinguere anche la prestazione degli azzurri in base all’avversario e storicamente la Nazionale inglese fa fatica perché i calciatori vengono da campionati faticosi e sono quindi affaticati. Sono confortato dalla prestazione eseguita dall’Italia e ben pensante circa il match contro la Germania. Se Chiellini può essere pronto a scendere in campo contro i tedeschi? Conosco bene Chiellini e caratterialmente è un uomo propositivo per cui farà di tutto per essere presente giovedì sera, contro la Germania. Giorgio vorrà giocare ma toccherà allo staff tecnico dell’Italia decidere se Chiellini possa o meno disputare la gara, senza rischiare nulla. Certo, per personalità ed equilibri, Chiellini sarebbe importante. Nocerino? Viene da una stagione importantissima dove è riuscito a ritagliarsi uno spazio in una squadra quale il Milan. Starà di Prandelli capire l’importanza della dinamicità di Nocerino mantenendo sempre gli equilibri in campo. Italia-Germania è la storia del calcio e non bisogna creare alibi quindi non saranno le 24 ore in più di riposo della Germania a fare la differenza. Il mercato giapponese? In Giappone ci sono sempre meno giocatori bravi perché questi vengono acquistati sempre di più dall’Europa. In Germania per esempio non c’è una squadra che non abbia in rosa almeno un calciatore giapponese. Faccio fatica a concepire che in Italia in pochissimi si sono accorti della qualità dei giapponesi”.

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di Roberto Russo
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