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Albarella: "Il Napoli è in difficoltà fisica"


Albarella: 'Il Napoli è in difficoltà fisica'
10/02/2012, 13:02

A Radio Crc è intervenuto Eugenio Albarella, preparatore atletico della nazionale giapponese: “Le difficoltà del Napoli sono fisiche. Nel calcio moderno si disputano un numero incredibile di partite. Gli azzurri hanno disputato già 35 partite ma anni addietro, 35 partite erano complessive di una stagione. Tra amichevoli, nazionali, partite di coppe e campionato i calciatori disputano circa 70 partite a stagione. Una partita di 15 anni fa sviluppava 350 azioni, oggi circa 650. Su questi numeri oggi un preparatore atletico deve andare a sviluppare metodologia. Se ci sono i margini per migliorare la condizione atletica del Napoli? Sotto l’aspetto organico il Napoli ha di base una formazione di giocatori che hanno nel dna la corsa come Maggio, Hamsik, Gargano e Cavani che corrono tanto. Gli aspetti nervosi e psicologici poi, sono determinanti nelle prestazioni dei calciatori. Il Napoli sta pagando la quantità nervosa consumata. Non sono preoccupato sotto l’aspetto organico per ciò che concerne il Napoli ma sotto l’aspetto nervoso. Mazzarri conosce i particolari della squadra azzurra per cui sa quali corde andare a toccare per far sì che l’aspetto nervoso della sua squadra torni al top. È importante poi che la squadra possa sentire la capacità di una società di dare il massimo per farli rendere al massimo anche sotto questo aspetto. Il problema dei vari rinvii nel calcio italiano, credo sia strutturale. Finché il calcio italiano non farà il salto di qualità investendo nelle strutture, ci troveremo sempre di fronte ad episodi del genere. Basta guardare gli altri per capire come per esempio la Bundesliga aumenta il numero degli spettatori di volta in volta e non rinvia alcun match. Cavani oltre ad aver disputato 35 partite in questa stagione, viene dalla Coppa America e dalla stagione passata col Napoli. Se si calcola da quanto tempo Cavani non trascorre 20 giorni di riposo ci renderemo conto di cosa sto parlando. Cavani, così come ogni calciatore è un uomo e non una macchina”.

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di Roberto Russo
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