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Alla ricerca dei bidoni perduti: ASANOVIC


Alla ricerca dei bidoni perduti: ASANOVIC
29/09/2011, 17:09

Tutte le squadre nel calcio hanno avuto in rosa bidoni. Più o meno clamorosi. Storie di calciatori forti divenuti improvvisamente bidoni e atleti anonimi divenuti ancor più anonimi all'approdo in squadre blasonate. Probabilmente Aljoša Asanović fa parte della prima categoria. Il probabilmente sarebbe da intendere tra virgolette visto che il calciatore croato, nato a Spalato il 14 dicembre 1965, non è praticamente mai esploso nei club di appartenenza, pur vantando un bagaglio tecnico tutt'altro che mediocre: una regia sapiente, piedi buoni, senso della posizione e un lancio millimetrico. Asanovic infatti, ritorna in mente perchè facente parte del fortissimo centrocampo della nazionale croata che arrivò terza a Francia 98; squadra che vantava, oltre al soggetto in questione, Zvonimir “Zorro” Boban e Robert Prosinecki. Asanovic disputò un mondiale strepitoso, dopo l'esperienza fallimentare nel Napoli. Ecco. Il Napoli, appunto. Asanovic arrivò sotto l'albero di Natale del 1997, con tanta voglia di giocare (era ai margini del Derby County) e strabiliare proprio in vista del mondiale francese. A Napoli lo si ricorda per una lentezza che rasentava i 3 km/h, lanci molli ed esclusivamente orizzonatali, tiri dalla mezza distanza neanche a parlarne e unaprestazione contro il Milan al San Paolo nella quale toccò forse 3 palloni nell'arco di tutta la partita. Non si può, storicamente parlando, attribuire prestazioni così scadenti (15 partite mediocri in quella sciagurata stagione) solo ed esclusivamente al calciatore; la società calcio Napoli era sull'orlo di un precipizio ormai prossimo e senza fondo, i calciatori del Napoli in rosa quell'anno (e non solo in quell'annata) erano quasi tutti giovani alle prime armi o giocatori che avevano ormai poco da chiedere alla carriera. Gli altri erano comparse di una stagione già scritta. Galeone sponsorizzò per il suo arrivo, stravedeva per lui. Il croato costò tanto (si vociferava 7 miliardi di lire per l'intero cartellino). Le prestazioni, come già detto, furono praticamente inguardabili. Eppure le dichiarazioni di Asanovic al suo arrivo a Napoli, facevano presupporre tutt'altro: "A 32 anni e’ un’occasione da non buttar via. Voglio far bene a Napoli per tornare in nazionale e disputare da protagonista i Mondiali. Spero di seguire l’esempio di Boksic e Boban. Giocare in Italia e’ sempre stato il mio sogno, sto bene fisicamente e ho tanta voglia di rendermi subito utile. Magari gia’ contro la Samp. Dipende da Galeone, naturalmente. Lo conosco dai tempi in cui allenava il Pescara. Sliskovic mi ha sempre parlato molto bene di lui. Non ho mai giocato in una squadra in condizioni di classifica cosi’ precaria. Ma questo Napoli ha i mezzi e il tempo per rimettersi in carreggiata. Nella salvezza ci credo e faro’ la mia parte per raggiungere quest’obiettivo. E’ inutile dire che quest’opportunita’ mi permette di completare al meglio la mia carriera. A giugno ci sono i Mondiali e il Napoli mi offre l’opportunita’ di arrivarci al massimo della condizione. Dimostrero’ che anch’io sono all’altezza del piu’ bel campionato del mondo. Conto di poter mostrare ai napoletani cosa so davvero fare in campo". Purtroppo ai napoletani dimostrò il suo valore solo dopo esser andato via, la Gialappa's Band potrebbe tranquillamente realizzare una puntata intera con queste dichiarazioni, sfumate sullo sfondo delle performance del talentuoso Asanovic, che a Napoli fu soprannominato "Asinovic"...

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di Roberto Russo
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