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Dopo le parole del procuratore Melillo

Allarme sicurezza nelle curve del San Paolo


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Allarme sicurezza nelle curve del San Paolo
17/02/2012, 14:02

Rapporti tra camorra e calciatori. La bomba è esplosa ieri, e rimbalzata su tutti i media. Il tramite tra malavita e Società Sportiva Calcio Napoli erano, e probabilmente sono, alcuni gruppi ultras. Le parole del questore Merolla, del procuratore capo Pennasilico e del procuratore aggiunto Melillo hanno fatto scalpore e gettato grosse ombre sulla squadra azzurra. Eppure, durante la conferenza stampa, alle firme pregevoli del panorama giornalistico è sfuggito un particolare. Le dichiarazioni dello stesso procuratore aggiunto Giovanni Melillo che, in tutta onestà, ha ammesso: “Allo stadio succedono tante cose, anche perché esistono ancora delle zone franche. Nelle curve, ad esempio, dove steward e agenti di polizia non riescono ad entrare ed essere presenti”. Parole vibranti, e che pure sono passate come vento leggero nelle sale della Procura di Napoli. Il perché manchi la presenza di un tutore della sicurezza in alcune aree dello stadio non è ancora chiaro, ma di certo ne resta l’assenza che di sicuro non invoglia le famiglie a raggiungere il San Paolo. Fermo restando che, altro aspetto non sempre riportato da tutti i media, molti ultras nulla hanno a che vedere con il tifo né con il calcio. Ne sono un esempio gli appartenenti al N.I.S.S., persone che hanno come obiettivo solo gli scontri all’esterno delle strutture sportive, ma non partecipano all’evento. Anche questo è bene precisare, perché non tutti i tifosi, né tutti gli ultras, sono uguali. E non sempre le loro storie sono strettamente connesse a quelle del calcio Napoli.

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di Salvatore Formisano
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