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Allegri: "Arbitro lo poteva scegliere Mazzarri..."


Allegri: 'Arbitro lo poteva scegliere Mazzarri...'
26/02/2011, 06:02

«Il Napoli? Una bella favola». Massimiliano Allegri è un ex, anche se dei trascorsi in azzurro - sette partite nella stagione '97-'98, quella della retrocessione con 14 punti - ha un ricordo sentimentale più che professionale. «Mi volle Galeone, rimasto per poche settimane. Parentesi breve e sfortunata, che tuttavia mi ha consentito di conoscere una città meravigliosa e persone stupende».

Sono passati tredici anni, il Napoli è finalmente tornato in alto. «Sì, è proprio una favola», dice l'allenatore del Milan, ieri sera spettatore in tv del match di Vila-Real: ha studiato gli azzurri, lunedì al Meazza è sfida scudetto. Il Napoli in lotta per il titolo: è una sorpresa? «Non per me.

Da tre mesi dico che la squadra sta facendo molto bene e terrà il passo fino alla fine, lottando con Milan e Inter per lo scudetto». L'esito della sfida di Milano può incidere sulla corsa al tricolore? «No, in qualsiasi caso il discorso resterebbe aperto. Ci sono ancora 36 punti a disposizione, paradossalmente possono avere ambizioni anche Roma e Juve.

Alle spalle di Milan, Napoli e Inter c'è la Lazio, da non considerare tagliata fuori». Alla vigilia del campionato il Napoli non era tra le pretendenti. «Ma non ci si può meravigliare dei risultati di una squadra che ha valori tecnici rilevanti, soprattutto in attacco. E poi è compatta, bene organizzata».

A proposito di attaccanti, lunedì non c'è Lavezzi. «Uomo importante, però di solito in queste situazioni, quando non c'è un calciatore di alto livello, il gruppo si compatta ancor di più». Colpito dalla straordinaria stagione di Cavani? «Attaccante bravissimo, forte fisicamente, moderno. I suoi numeri sono significativi, tuttavia fa ottime cose da quando è in Italia.

E ha ampi margini di miglioramento». A Mazzarri toglierebbe il Matador o chi altro? «Il Napoli ha tanti calciatori importanti. Come Hamsik, un centrocampista che fa molti gol. O Cannavaro, un difensore che sta disputando un eccellente campionato. O De Sanctis, un portiere di grande affidabilità». Sei anni fa il Napoli puntava a vincere il campionato di C1 e adesso lotta per lo scudetto.

«Una bella favola, avviata grazie al lavoro del presidente De Laurentiis e dell'ex direttore generale Marino. È un bene per il calcio italiano questo ritorno ad alti livelli». Due livornesi in lotta per il primo posto, però Allegri e Mazzarri non sono amici. «Abbiamo caratteri completamente differenti, come i modi di essere e di vedere.

Ma questo non vuol dire che i miei siano giusti e i suoi sbagliati». È stato designato Rocchi per la partitissima. Pochi giorni fa Mazzarri ha auspicato un arbitro che non guardi al colore delle maglie. «Io l'arbitro l'avrei fatto scegliere a Mazzarri». Ma le polemiche sull'errore di Banti per il braccio di Robinho a Verona sono state legittime.

«Una premessa: gli arbitri italiani sono tutti all'altezza. Domenica scorsa, dalla panchina, avevo avuto l'impressione di un fallo di mano; poi a rivedere l'immagine in tv ho avuto qualche dubbio. A Cesena, seconda giornata, venne annullato un gol a Pato, che aveva aggiustato il pallone come fanno i brasiliani, però non toccandolo con il braccio.

Il mestiere dell'arbitro è quello, difficile. E arrivano giudizi su quanto accade in campo a mezzanotte, dopo le moviole». Però Banti non poteva non vedere. «Vi chiedete come faccia un arbitro a non vedere? E allora come fa un allenatore a sbagliare una sostituzione o un calciatore a non segnare a un metro dalla porta? Certo, gli episodi possono decidere una partita.

Ma ci sono episodi al 3' e all'80'. Se non si accorgono di un tuo fuorigioco, tutto ok. Se il fuorigioco è contro, non va bene. Gli episodi a volte sono favorevoli, a volte no. Ma alla fine chi è più forte vince» L'importante è che lunedì Rocchi non sia il protagonista. «Ci sarà un clima sereno per una partita molto importante».

Allegri primo in classifica dopo la gavetta: quanto è stato difficile il salto dalla provincia al top del calcio? «È una realtà completamente differente, a cominciare dalla gestione tecnica. Ho una società forte, che mi ha aiutato molto, e un ottimo spogliatoio, dove c'è grande unità di intenti». È l'unità di intenti a convincere un asso come Pato ad accettare la panchina? «Bisogna fare le scelte.

Ho cinque attaccanti di alto valore, compreso Inzaghi. Ne giocano solo due». Come spiega la sofferenza in Champions, con Milan, Roma e Inter battute in casa: è la conferma che la crisi del calcio italiano, esplosa ai Mondiali, continua? «Negli ottavi di Champions, ai livelli più alti, si può vincere o perdere per un episodio. No, il calcio italiano è vivo e vegeto: da Milan-Napoli ne avrete un'altra conferma».

Fonte: Il Mattino.

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di Salvatore Formisano
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