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PARLA FERRARA

"Allenare il Napoli resta un sogno nel cassetto"


'Allenare il Napoli resta un sogno nel cassetto'
07/10/2011, 14:10

A Radio Crc è intervenuto Ciro Ferrara, allenatore della Nazionale italiana Under 21: “Lorenzo Insigne è un grande giocatore e credo lo abbia dimostrato ancora una volta ieri con l’Under 21 della Nazionale italiana. Lorenzo ha fatto molto bene già l’anno scorso e si sta ripetendo anche quest’anno a Pescara. Insigne non rappresenta una novità assoluta, ma una bella riconferma. I ragazzi della nazionale sono cresciuti tantissimo. Siamo entusiasti della vittoria di ieri, soprattutto perché eravamo in inferiorità numerica e sotto di un gol. Il primo quarto d’ora siamo stati un po’ l’emblema del calcio italiano che quando sulla carta si trova ad affrontare avversari inferiori, perde la concentrazione. La differenza tra il buon giocatore e il campione credo sia rappresentata dal fatto che il campione è quello che riesce a trovare le motivazioni giuste in qualsiasi partita, è quello che non ha bisogno che il proprio tecnico lo stimoli o lo prepari nella maniera giusta, il buon giocatore invece è quello che ha bisogno di stimoli continui dall’ambiente esterno. Credo che ogni ragazzo debba trovare la forza e la cattiveria per affrontare ogni appuntamento. A Lorenzo in questo momento fa bene stare a Pescara perché lì gioca con continuità. A Pescara ha la possibilità di migliorarsi, e di acquisire la consapevolezza dei propri mezzi. Se ad un ragazzo di 23 anni non viene data la possibilità di giocare, non diventerà mai un campione. Seguivo Lorenzo già dall’anno scorso e la cosa che mi ha impressionato di lui è stata questa grande personalità poichè ha dimostrato di saper entrare in un gruppo, quale l’Under 21, già coeso. Lorenzo si è inserito nel gruppo senza problemi, è come se fosse stato con noi dall’inizio della nuova avventura, e invece ieri era la sua prima presenza nella nazionale. Questo dimostra che Lorenzo è un ragazzo semplice, che sta facendo delle ottime cose, senza montarsi la testa. Il mio passato? Posso dire che ho giocato solo in due squadre e per me è stata una grande fortuna. Il fatto di non aver girato tantissimo mi ha consentito di creare un legame con l’ambiente di Napoli e di Torino ed oggi, rivedere queste due squadre quasi a braccetto, non può che farmi piacere. Credo che Napoli e Juventus meritino queste posizioni in classifica. Mi auguro che possano resistere entrambe fino alla fine e giocarsela sul filo di lana. L’anno prima di vincere lo scudetto arrivammo terzi, e ricordo che quando vincemmo il titolo ufficiale erano tutti contenti perché il Napoli era simpatico un po’ a tutti. Ecco, l’anno successivo, il Napoli divenne immediatamente antipatico perché le squadre vincenti sono sempre antipatiche. Quando una squadra va forte, raramente si parla del reparto difensivo, tutte le grandi squadre però hanno sempre una difesa molto forte. Si preferisce parlare e dedicare titoli agli attaccanti che di fatto, segnano
gol e fanno più notizia. Per costruire una grande squadra c’è bisogno di persone che corrono e si danno da fare. Credo che Maggio sia un giocatore completo e determinante per il gioco del Napoli. È forte, ha corsa, è bravo di testa e con i piedi, e farebbe comodo a tantissime squadre. E poi bisogna aggiungere alla lista dei bravi anche il nome di Walter Gargano che sembrava quasi in partenza da Napoli. Walter sta dimostrando di essere un giocatore di utiità assoluta, fa un lavoro oscuro che è impressionante. Se Campagnaro avesse meno di 21 anni, avrebbe tantissime possibilità di entrare nella mia Nazionale, perché è un titolare indiscutibile. Il problema dell’Under 21 è che non sempre i nostri giocatori giocano nelle rispettive squadre di appartenenza, quindi se trovo calciatori che giocano con una certa continuità, li preferisco. Mi fa piacere che la Nazionale italiana dell’Under 21 dia ai miei giocatori una grande visibilità. A me interessa principalmente che i ragazzi abbiano la voglia e il desiderio di indossare la maglia azzurra. Lippi è moto legato a me e io inevitabilmente a lui. Credo che Marcello sia felicissimo che la Juventus stia andando bene proprio perché alla guida ci sia Antonio Conte. Ho vissuto in difficoltà gli ultimi due mesi da allenatore della Juve, ma il mio rapporto con la società e i tifosi bianconeri è rimasto intatto. Conte è stato un bravo calciatore e da allenatore non posso che augurargli di raggiungere traguardi importanti sulla panchina della Juventus. Allenare il Napoli? E’ un sogno che per ora resta nel cassetto”.

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di Roberto Russo
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