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LA GRINTA DI WALTER

Altro che stanco, Mazzarri ha voglia di vincere


Altro che stanco, Mazzarri ha voglia di vincere
15/05/2012, 10:05

Legato da un contratto e da tanta voglia di vincere. Tutt’altro che un allenatore stressato o stanco ma più carico che mai verso l’ultimo appuntamento per nobilitare una stagione già positiva e per ricominciare un’avventura con credenziali ancora più forti alla guida del Napoli. Walter Mazzarri, in sala stampa dopo il successo inutile sul Siena ai fini della qualificazione in Champions, ha tirato fuori la grinta dei giorni migliori facendo un’analisi della stagione e lasciando intuire quelle che sono le sue idee per il prossimo anno.
Bilancio positivo, Mazzarri è partito da questo concetto, al di là della vittoria o meno della finale di coppa Italia con la Juve a Roma. Un trofeo arricchirebbe la bacheca e sarebbe il meritato coronamento di tre anni di lavoro con tre qualificazioni europee consecutive ma il senso della stagione resterebbe uguale anche in caso di sconfitta. Lo sforzo in Champions, manifestazione condotta da protagonisti con la storica qualificazione agli ottavi ai danni del City campione d’Inghilterra, si è pagato in termini di punti, come preventivato dal tecnico e come lo dicono i numeri da sempre, in campionato. Nove in meno, ne sarebbero bastati soli altri tre per confermare il terzo posto e raggiungere i preliminari di Champions. Ma l’obiettivo più o meno dichiarato all’inizio dalla stessa società fu il quinto posto e venne data priorità alla Champions League. In più il Napoli è riuscito a piazzare una splendida cavalcata in coppa Italia fino all’ultimo atto in programma all’Olimpico di Roma contro la Juve dei record, squadra imbattuta e strutturata per vincere con una rosa molto più ampia e assortita di quella azzurra. Un Napoli provato per le cinquanta partite stagionali ma che proverà a tirar fuori energie e orgoglio confidando sul grande prestigio dell’appuntamento.
In chiave futura, in riferimento alla prossima stagione il piano di crescita immediato passerebbe attraverso l’arrivo di quattro-cinque calciatori che possano fare la differenza. Non a caso Mazzarri più volte durante la stagione ha usato l’espressione «non siamo ancora grandi», in riferimento al fatto che non sono stati gestiti bene i momenti topici, vedi il ritorno di Champions a Londra e la trasferta di Bologna, senza dimenticare le tante occasioni sciupate, prima su tutte quella contro il Catania. L’anno scorso in tal senso arrivò un solo vero top player Pandev, già abituato a certi livelli, gli altri acquisti sono stati fatti in prospettiva, come quelli della stagione precedente.
Con Mazzarri allenatore c’è stata la valorizzazione di tutti e in special modo di Cavani che in due anni ha segnato un numero enorme di gol rispetto alle stagioni precedenti di Palermo. Ma per provare a vincere subito occorrererebbe rinforzare con giocatori di prima fascia, il progetto comunque ambizioso imperniato sulla crescita dei giovani prevede il medio e lungo termine per raggiungere risultati di un certo tipo. Tutto dipende dalla strategia societaria, dal budget di spesa e soprattutto dal tetto ingaggi, il vero e proprio nodo per potersi assicurare giocatori top player (vedi le trattative saltate con Criscito, Vidal e Vucinic).

FONTE: IL MATTINO

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di Luigi Russo Spena
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