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Ambulanza bloccata, vigile rischia il posto


Ambulanza bloccata, vigile rischia il posto
16/04/2012, 09:04

Tanti, troppi sono gli interrogativi che si rincorrono all’indomani della tragica scomparsa di Piermario Morosini, ambulanze, vetture in sosta pericolosa e defibrillatori mai usati. «Ho chiesto la ricostruzione scritta all’ufficiale comandante dei Vigili urbani di tutti i fatti», spiega il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, giunto all’obitorio dell’Ospedale civile per esprimere il suo cordoglio, ma anche per dire la sua: «Non bisogna imboccare scorciatoie per trovare un capro espiatorio. Ieri i sanitari hanno agito con grande coscienza e tempestività, l’ambulanza doveva sopraggiungere prima certo, ma comunque è rimasta sul campo diversi minuti e quindi il lieve ritardo non è stato determinante. Sì, è stata commessa una leggerezza ma le indagini lo dovranno accertare». La relazione è già oggi a disposizione degli inquirenti e nel caso si aprirà un’inchiesta per cui sono previste sanzioni che vanno dai dieci giorni di sospensione al licenziamento. «Attenzione però - avverte Mascia - stiamo parlando di un padre di famiglia, non vorrei che alla tragedia dovessimo sommare altre tragedie». Al di là della sosta scellerata non è ancora chiaro di chi siano le responsabilità ultime. Secondo la legge quando lo stadio viene messo a disposizione della società e delle forze dell’ordine diverse ore prima dell’inizio di un evento l’autorità cittadina si riduce di molto. «Quel piazzale viene sovraordinato e vigilato da un sistema molto complesso che non è solo in capo agli agenti di polizia municipale», sottolinea Mascia. Istanze legittime ma che sembrano preludere all’inizio di un interminabile scaricabarile. Dalla Questura tutto tace così comedal 118. Qualcosa filtra dal comando della Polizia municipale. D.M., funzionario di lungo corso non vuole parlare all’inizio ma rompe gli indugi al pensiero di quel ragazzo, un tenente di 37 anni e 12 di esperienza che non si dà pace per aver chiuso la sua vettura dopo averla parcheggiata vicino al «gate» di entrata al campo. «È sotto shock, non lo aveva mai fatto - dice il funzionario a La Stampa -. Doveva andare alla centrale del Gos e ha parcheggiato lì, ma non era il solo». C’erano altre due vetture infatti come confermerà il comandante Carlo Magitti. Ma di chi erano? «Di gente più importante di noi - spiega D.M. - Perché gli operatori dell’ambulanza non hanno detto di spostarle o i funzionari del Gos non le hanno segnalate visto che controllano la struttura con telecamere?». Secondo la ricostruzione il tenente avrebbe cercato di scendere dalla torre dei Gos ma gli ascensori erano ingolfati perché tutti volevano scendere per capire cosa succedeva a Morosini. Il resto è cronaca, ancora dai lati oscuri come quello del defibrillatore. Il sindaco Mascia e il primario Leonardo Paloscia raccontano dei defibrillatori, quella cassetta gialla accanto ai soccorritori che non sarebbe stata usata perché non ve ne erano le condizioni. Altri sono convinti che i defibrillatori sono arrivati dall’ambulanza e che se usati prima forse avrebbero potuto aiutare Moro. Dubbi sui quali solo la legge e la medicina (l’autopsia sarà fatta oggi) potranno dare chiarimenti.

FONTE: LA STAMPA

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di Luigi Russo Spena
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