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IL CIUCCIO CHE VOLA

Anche i tenori steccano


Anche i tenori steccano
23/10/2011, 18:10

 
Dopo diversi anni, nello scorso campionato, il Napoli aveva sfatato il tabù del Sant’Elia, ed aveva vinto con un goal di Lavezzi al 94’. Pasquale, ultrà partenopeo figlio d’arte, è dal 10 novembre 2010 che è rimasto paralizzato con le braccia perpendicolari. Ha il volto felice, anche se da quel momento non è riuscito più a muoversi. Gli amici della curva lo hanno portato a Cagliari di peso, nella stessa posizione in cui si trova ormai da un anno, con l’ombrello aperto e la goduria stampata sul volto. Cagliari – Napoli riprende da lì.
1’ Dossena, da ottima posizione, con una sassata micidiale che lascia di sasso il portiere ma fa fuori un pastore di Sassari a bordocampo, che lascia moglie, suocera e tre greggi di pecore.
4’ Gargano, che ancora non ha smaltito il fuso orario dell’ultimo viaggio intercontinentale, si addormenta al limite della propria area; Nenè si ritrova solo davanti a De Sanctis, che para un rigore in movimento. Sant’Elia guarda San Gennaro in cagnesco, ma il santo partenopeo giura su San Siro di essere innocente.
12’ Agazzi imita De Sanctis ed esce a kamikaze su Zuniga, che cercava di dribblare pure la linea di fondo campo.
24’ Punizione dalla sinistra di Cossu, torsione di testa di Nenè, San Gennaro abbassa la traversa, che respinge.
32’ Palo di Santana, che fa venire le scolle in fronte a Cellino..
35’ Legnata di Nain-gol-an, miracoloso colpo di reni di San Gennaro… palla sulla traversa. Sarebbe stato il colmo se avesse segnato un belga il cui nome, nella sua lingua, vuol dire “non segna da anni”.
39’ Colpo di testa di Santana, grande parata del portiere cagliaritano. Dal settore ospiti si ode un urlo: “st’Agazzi”!
44’ Stacco imperioso di Nenè a colpo sicuro, ad un metro dalla porta, Cellino e   Sant’Elia esultano, palla in fallo laterale.
46’ Grazie ai microfoni delle pay tv, viene intercettata una telefonata del guardalinee all’arbitro Banti: “Luca, Luca, puoi fischiare, è finito il primo tempo”.
54’ Esce Lavezzi ed entra Hamsik. Il Pocho, uscendo, recita un… adattamento in argentino de “ ‘A livella”, dedicandola agli ascendenti dei tifosi sardi che lo fischiano.
Tra il 65’ e il 70’ le macumbe di Cellino fanno fuori Santana e Gargano. Entrano Maggio e Inler.
70’ Aronica, tra i migliori in campo, mura due volte Tiago Ribeiro, che se lo ricordava decisamente diverso il terzino palermitano.
75’ Contropiede del Napoli, Zuniga per Hamsik, che lancia in profondità lo svizzero Dzemaili, il cui tiro è impreciso.
82’ Gran botta di Maggio, il portiere sardo respinge, ma Cavani era andato al vicino commissariato a denunciare la propria scomparsa.
87’ Agazzi, nel tentativo di anticipare Cavani, dà uno sganassone al proprio difensore Pisano, che rimane intontito. Il medico sardo gli fa qualche domanda per accertarne la lucidità. “Chi è stato il capocannoniere dell’ultimo campionato?” Il terzino, frastornato, risponde:  “Larrivey”. “Chi sono i tre attaccanti del Napoli? “Pavarotti, Domingos e Carrera”, replica il difensore, questa volta più deciso. Il medico chiede il cambio, nel frattempo l’arbitro fischia e il pubblico anche.
La partita finisce zero a zero. Pasquale sta ancora con l’ombrello aperto, anche se c’è il sole. Con uno sguardo tra il semideluso e lo speranzoso dice agli amici che non si può sempre vincere e che mercoledì è un altro giorno…
 

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di Gianni Puca
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