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LO SCRIVE IL CORRIERE

Aronica, rinnovo conquistato sul campo


Aronica, rinnovo conquistato sul campo
02/02/2012, 09:02

NAPOLI – E non finisce qua: perché dopo centododici partite ufficiali, sparse tra campionato, coppa Italia ed Europa varia, non poteva certo archiviarsi gelidamente una liasion con pochi eguali tra i fiocchi di neve di Marassi, in una domenica d’un giorno da cani. E no, non ci saranno strappi, né separazioni traumatiche: perché ora che Totò Aronica viaggia verso la centesima in serie A, il futuro va vissuto immerso in quella maglia azzurra ch’è divenuta una seconda pelle dalla quale è impossibile divorziare. «Direi che ci siamo». La differenza tra un sì e quel ni è un dettaglio riportato con la matita, un irrilevante sfumatura da cancellare con una gomma: e poi, give me five, si daranno la mano, per il quinto anno consecutivo di Salvatore Aronica, premio fedeltà conquistato sul campo prendendo a spallate chiunque, persino i pregiudizi e i luoghi comuni, e non solo la concorrenza (giovane o matura che fosse); e, infine, resistendo a tentazioni varie, rifilate sino a domenica pomeriggio ad Alessandro Moggi, il suo procuratore: «Sì, è vero, offerte ne sono arrivate e qualcuno lo ha anche ammesso pubblicamente».

IO RESTO QUA - Ma Napoli per lui è ormai il focolaio domestico al quale ritemprarsi, sino a quando non verrà il momento di appendere le scarpette all’armadietto: e poi, proprio adesso che c’è la Champions, e proprio a un niente dalla semifinale di Coppa Italia. E’ (quasi) fatta, via, e stavolta, con il ronzio di richieste definitivamente rimosso, e dunque senza l’Atalanta o il Palermo o il Genoa al di là dell’uscio, si può predisporre il contratto (annuale con opzione per il secondo) e legarsi ancora (e sempre) al Napoli, che Aronica ha sistematicamente presentato al proprio manager come la prima scelta: «Non è mai stato manifestato, dal mio assistito, il desiderio di andar via; e devo dire che la società non ha mai pensato di volerlo cedere. E’ evidente che il club ha ritenuto Aronica uno dei capisaldi della squadra».

FONTE: CORRIERE DELLO SPORT

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di Luigi Russo Spena
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