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PROMOSSA IN LEGA PRO

Arzanese, il volo della matricola terribile


Arzanese, il volo della matricola terribile
04/05/2011, 20:05

La prima volta è sempre la più bella. Quando poi è inattesa, genera una soddisfazione senza confini. E' così che l'Arzanese disputerà finalmente un campionato professionistico, quello di Seconda Divisione, dopo ben 87 anni di storia trascorsi tra i tornei dilettantistici. Soltanto ad immaginarlo ad inizio stagione, si sarebbe corso il rischio di passare per matti. E nessuno, infatti, ha mai osato fantasticare così liberamente. Perchè quest'orizzonte era estraneo non solo al pensiero, pur intriso di ottimismo, dei tifosi, ma anche al pragmatismo della società che aveva pianificato un'annata tranquilla e senza stenti dopo aver incassato il ripescaggio in serie D. Del resto, le vere favorite del girone erano ben altre, Pomigliano, Casarano e Gaeta in primis. Club che avevano messo le mani sul mercato senza lesinare investimenti dispendiosi. Pian piano, invece, la realtà si è evoluta in sogno, prima di tornare in sè trasfigurandosi in modo seducente ed insolito. E quel filotto (Eccellenza-D-Seconda Divisione), in origine idealmente trascurato, non è rimasta un'utopia. In testa l'Arzanese si è accomodata dalla prima giornata (3-0 al Francavilla sul Sinni) e da lì non si è schiodata più, mandando al tappeto nelle gare casalinghe le tre sorelle incaricate di non fare prigionieri. Di chi il merito di questa apoteosi? Intanto, dell'ambiente costruito su misura dai fratelli Ciro ed Umberto Serrao, imprenditori locali nel ramo della carta e proprietari storici della società biancazzurra. Sempre in prima linea, sempre in solitudine nonostante gli appelli continui (ed inutili) rivolti a settori dell'imprenditoria della zona-nord di Napoli affinchè entrassero nel progetto. Sono loro ad aver privilegiato rapporti di tipo familiare e genuino con tutte le componenti esterne (a partire dai tifosi per finire con la stampa) perchè remassero senza remore nella stessa direzione. Un patto non scritto, da cui però sono nate e si sono ramificate le fortune dell'Arzanese. Ed è stata la loro presenza giornaliera al fianco della squadra, di cui se ne assorbivano umori e desideri, ad essere decisiva per l'inedito trionfo del gruppo di Franco Fabiano. La preparazione e l'abilità del tecnico, un "maniaco" della tattica e del gioco propositivo, hanno fatto il resto. Fabiano ha infatti ritagliato il proprio disegno tattico in base alle forze che gli erano state messe a disposizione, e che gli hanno consigliato di adottare un 4-2-3-1 che esaltasse la rapidità di velocisti come Sandomenico e Improta e l'estro del fantasista Carotenuto, piazzato alle spalle di Sasà Montaperto, il bomber napoletano che con 17 gol insegue proprio il suo partner, leader con 19 centri. Oggi il tesoretto dell'Arzanese è costituito da pezzi più o meno giovani ma tutti pregiati: certamente, tra questi, c'è Pasquale Carotenuto (28), il maestro delle punizioni a fogla morta corteggiato a lungo (e senza successo) dall'Avellino a gennaio. L'Arzanese rifiutò la proposta allettante degli irpini perchè oramai decisa a tagliare il traguardo finale della promozione. Poi ci sono i più rampanti, alcuni di questi già appetiti sul mercato: gli esterni offensivi Ciro Improta (classe '92), Sasà Sandomenico, un classe '90 fatto in casa e visionato domenicalmente da emissari di società di categoria superiore come Sorrento ed Aversa Normanna (e non solo) e Salvatore Cafaro ('92), vicino a sostenere lo scorso anno uno stage con la Juventus quando militava nel Pianura (un infortunio glielo impedì), gli esterni bassi Mimmo Scognamiglio ('90), Vittorio Nocerino, un destro classe '92 seguito a lungo dalla stessa Aversa Normanna, e Luigi Terracciano, mancino del '92. Quindi i senatori, come il capitano Peppe Gelotto (mediano tra i pochi reduci dal torneo di Eccellenza dell'anno precedente), i centrocampisti Ciro Manzo (uno che di campionati vinti s'intende) e Javier Formidabile, i centrali difensivi Luigi Noviello e Martino Imparato oltre al portierone Salvatore Navarra. E la bontà dei numeri è risultata inequivocabile: 70 punti totalizzati, maggior numero di vittorie conseguite (20) e di gol fatti (58), minor numero di sconfitte (3, di cui 2 in trasferta, anche questo un record). Soprattutto ha destato scalpore la condizione atletica mostrata con una continuità impressionante da ogni singolo elemento del roster biancazzurro: l'Arzanese ha iniziato correndo ed ha finito alla stessa maniera, concedendosi pochissime pause. Un premio al lavoro ed alla metodologia del preparatore atletico, ed arzanese doc, Tommaso Bianco. Resta bruciante, purtroppo, la problematica legata allo stadio, il "Sabatino De Rosa". L'impianto arzanese non potrà ospitare le partite casalinghe della squadra sia per motivi di sicurezza sia per la capienza che non raggiunge le 2.500 unità previste dal regolamento. Tuttavia, i Serrao non hanno voglia di arretrare di un millimetro, in attesa dei lavori di adeguamento della struttura, ed iscriveranno certamente il club al prossimo torneo. E poi Arzano ha fame di calcio e vuole vivere fino in fondo questa nuova esperienza. Perchè la prima volta non rimanga l'ultima.
FONTE: TMW

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di Redazione
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