Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

IL CIUCCIO CHE VOLA

Azzurra Lex, sed Lex


Azzurra Lex, sed Lex
11/04/2011, 10:04

  In una bellissima domenica di sole, il Ciuccio si affaccia sulla la torre degli asinelli. Davanti c’è un futuro luminoso, dietro ci sono ricordi fantastici, la cui prescrizione occorre interrompere. Oggi come allora, il Ciuccio, dopo una lunga cavalcata, cerca di afferrare il Diavolo per le corna e rispedirlo all’Inferno. De Laurentiis si guarda intorno con una mano sul portafogli, ma qualcuno ne intuisce il motivo e lo tranquillizza, riferendogli che Porcedda non c’è più.

A Casteldebole, la società felsinea ha cercato di dare un segnale forte, con l’ennesimo cambio al vertice. Ma le motivazioni del Ciuccio famelico sono decisamente più forti. Per la prima volta non c’è Cavani, ma ultimamente le maglie azzurre volano da sole, a prescindere da chi le indossa.

Inizia la partita.

4’ Lavezzi fa subito capire ai bolognesi chi sono i più forti.

11’ Batti e ribatti nell’area felsinea, tiro di Pazienza ribattuto con una parte poco nobile da un difensore. Un tifoso napoletano in tribuna si lascia andare ad una osservazione poco elegante, una vecchia tardona - piegatasi a raccogliere il cappello - si lusinga pensando che l’ispirazione dell’ultrà sia stata fornita dalle sue terga, tenute su da tiranti.

13’ Intervento in artroscopia di Morleo su caviglia e ginocchio di Maggio.

Subito dopo, doppio carpiato di Morleo che provoca l’ammonizione di Campagnaro, che manco lo aveva sfiorato.

20’ Fallo in area su Dossena. I quindicimila azzurri sugli spalti urlano in contemporanea qualcosa all’arbitro Orsato di Schio, aggiungendo una parola alla località di provenienza e cambiando la consonante alla preposizione.

.29’ Lancio millimetrico da centrocampo per Maggio, che mette al centro al centro per Lavezzi, tocco di tacco che spiazza Viviano, che con una deliziosa papera respinge il pallone sui piedi di Mascara. Il sosia di Bugs Bunny ha tutto il tempo di prendere il pennello e di tingere il Dall’Ara di azzurro! A Bologna erano stati annunciati quindicimila napoletani, ma le sciarpe azzurre sembrano molte di più, quindi a meno che non ce ne siano diversi dotati di due o più colli, saranno almeno ventimila. I dodici spettatori bolognesi si sentono come catapultati improvvisamente al San Paolo, trascinati da un’onda azzurra. Un urlo bestiale fa tremare la tribuna, è un praticante ultrà: Edinson Cavani!

44’ Hamsik e Lavezzi eludono la trappola del fuorigioco; lo slovacco solo davanti al portiere serve l’argentino volante, che viene atterrato da Viviano. Orsato concede solo l’inevitabile rigore, ma non espelle il portiere, che aveva irregolarmente interrotto una chiara occasione da goal. Il grido di pocanzi rimbomba nuovamente nell’aire.

 Hamsik va sul dischetto. Il Diavolo trema, comincia a fare troppo caldo. La breve rincorsa sembra interminabile, il boato del dall’Ara fa tremare la torre degli asinelli, piegandola come quella di Pisa!

51’ Bolide di Di Vaio, De Sanctis timbra il badge volando sulla propria sinistra.

55’ Di Vaio lanciato a rete, salta De Sanctis in libera uscita e con un tiro precisissimo colpisce l’esterno della rete. Sempre così, fratello!

60’ Fallo su Yebda, che crolla addosso a Lavezzi. L’argentino rimane a terra dolorante. La succursale del San Paolo incita a gran voce il proprio beniamino, che si ricarica e dopo trenta secondi prova ad abbattere Viviano con un missile terra aria. In tribuna, un commercialista bolognese, sentendo quindicimila voci urlare “Olè olè olè olè, Pochooo Pochooo”, pensa che è ormai giunta l’ora di smetterla con la cocaina.

69’ Hamsik, da posizione impossibile, prova a far calare il sipario, ma Viviano, prima di questa partita, era uno dei portieri meno battuti in casa.

73’ Pazienza non si vede, ma i bolognesi in mezzo al campo lo sentono eccome, così come hanno sentito Yebda, che ha letteralmente asfaltato i mediani avversari. Ottima prestazione anche di Ruiz, che ha preso il posto di Aronica, di cui Mazzarri aveva strappato il contratto in diretta dopo l’autorete con la Lazio. Il ciuccio sta volando più alto degli obiettivi di inizio stagione, e parte del merito è anche delle due ali.

81’ Di Vaio ha il sole negli occhi, e a mezzo metro dalla porta tira su un cartellone, che pubblicizzava un noto marchio di occhi ali da sole.

85’ Lavezzi viene richiamato in panchina da Mazzarri per raccogliere l’ovazione dello stadio bolognese, le cui gradinate sono colpite da una grave crisi di identità.

86’ De Sanctis vola a prendere un pallone lì dove solo i grandi portieri possono arrivare e viene proposto dal Cardinale Sepe per la beatificazione immediata.

Lo stadio dall’Ara balla insieme ai tifosi napoletani, che danno colore al cielo bolognese che non era così azzurro da vent’anni.

Gianni Morandi si unisce al coro dei quindicimila azzurri e canta “ ’o surdato ‘nnammurato”. 

Il Diavolo trema, non ha mai fatto così freddo all’Inferno.

Il ciuccio, almeno per un paio d’ore, è in Paradiso, e ora non sarà facile buttarlo giù…

 

Commenta Stampa
di Gianni Puca
Riproduzione riservata ©