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LA TATTICA

Bari - Napoli, la partita alla lavagna


Bari - Napoli, la partita alla lavagna
22/01/2011, 15:01

Saranno cinquemila i napoletani che seguiranno la propria squadra al San Nicola per una trasferta molto difficile e molto importante. Da una parte i pugliesi obbligati a vincere per cercare di raggiungere una salvezza sempre più impossibile, dall'altra i campani vogliosi di restare nella zona champions.
All'andata il Bari mise in grande difficoltà gli azzurri chiudendosi e ripatendo velocemente. Ventura metterà i suoi in campo con un classico 4-4-2 che in fase offensiva si trasforma in 4-2-4. Proprio il gioco veloce dei baresi sulla fasce, nella sfida dell'andata al San Paolo, costrinse gli esterni azzurri a giocare bloccati sulla linea dei difensori. I pugliesi giocarono una gran partita strappando un pareggio più che meritato.
Proprio le corsie saranno la chiave di volta della partita
. Il Bari infatti, che come detto attende sempre l'avversario nella propria trequarti per poi colpire in velocità, sviluppa tutto il suo gioco sulle corsie dove può contare su due esterni, Rivas e Alvarez, molto veloci e abili nel saltare l'uomo anche se poco concreti sotto porta. Gli undici di Ventura giocano sempre palla a terra partendo dalla difesa, spesso entra nel gioco anche il portiere, per poi lanciare i due velocisti sulle corsie. Il Napoli dovrà quindi chiudere i due esterni e pressare i giocatori baresi tecnicamente inferiori agli azzurri. Mazzarri dovrebbe schierare, nel solito 3-4-2-1, Maggio a destra e Zuniga al posto di Dossena, influenzato a sinistra. Fondamentale sarà l'aiuto, in fase passiva, del tridente azzurro che dovrà aiutare i due esterni a non andare in sofferenza. Bloccare le due ali vorrebbe dire bloccare le trame offensive baresi. Probabile, in fase passiva, che la difesa azzurra passi a 4 per permettere una maggiora copertura di tutti gli spazi. Tutto questo e il maggiore tasso tecnico degli uomini di Mazzarri, dovrebbero permettere al Napoli di far sua una partita che si preannuncia molto difficile.  

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di Marco Marino
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