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Biaggi caput Sbk


Biaggi caput Sbk
27/06/2010, 18:06

Imbarazzante. Questo l’aggettivo per indicare la supremazia dimostrata nelle due manche di Misano Adriatico da Max Biaggi. Il corsaro ha festeggiato con una schiacciante doppietta i trentanove anni compiuti nella giornata di sabato. Se in qualifica l’Aprilia numero 3 ha dovuto cedere il passo allo specialista delle Superpole, l’australiano Troy Corser, il trinomio italiano su due ruote ha dominato nelle manche. In gara uno il romano ha adottato prima una politica attendista, per poi sferrare l’attacco decisivo nelle tornate finali. In gara due, invece, Max ha cacciato subito gli artigli, imprimendo alla gara ritmi pazzeschi, irraggiungibili dai suoi avversari, ai quali non è rimasto che lottare per la piazza d’onore. Per Biaggi siamo all’ottava vittoria, alla quarta doppietta stagionale, e con un inizio d’allungo in classifica sull’inglese di casa Suzuki, Leon Haslam, distaccato di trentasette lunghezze. Un gap che, credo, sia destinato ad aumentare, soprattutto l’11 luglio, quando il circus della Sbk sbarcherà nella seconda patria di Massimiliano, la pista di Brno. Biaggi conduce con 307 punti, frutto del duro lavoro del suo polso e degli uomini del suo team. Il progetto Rsv 4R, parte da lontano. Ricordo era il 2006, quando all’Eicma di Milano fui stupito dal fascino del V4-Machine in bella mostra nello stand Aprilia. L’anno scorso è servito al binomio italiano per svezzare una moto nata per conquistare la vetta delle derivate di serie nel minor tempo possibile. Biaggi è stato bravo nel guidare i tecnici di Noale nello sviluppo, e nello stesso tempo i ragazzi del box sono stati abili nel realizzare il giusto mix tra velocità e guidabilità. La vittoria di Brno del 26 luglio 2009 è stata la classica ciliegina sulla torta, con un finale di stagione degno di lotta per il titolo. Arriva così il 2010, e sulle carene compare la scritta Alitalia. Molti hanno giocato sui trascorsi finanziari poco felici della compagnia nazionale, e sulla dose di sfiga che questa avrebbe portato all’Aprilia. Alla gara del debutto in Australia, poi, le cose non sono andate come si auspicava, con Biaggi solo quinto ed ottavo. Aumenta così il coro di critiche contro il corsaro. La canea viene subito zittita, quando in Portogallo, a Portimao, il quattro volte campione del mondo della 250, dimostra con una doppietta, che il trinomio tutto italiano, moto, pilota e sponsor, può davvero volare in alto. Trinomio che ripete la doppietta maxima nel tempio della velocità di Monza, realizzando il record di velocità massima della categoria, con 330 Km/h.. La maggioranza della stampa, però, ancora non riconosce al pilota Aprilia i suoi meriti, ed esalta solo il lavoro dei tecnici, geniali nell’aver creato un missile. La vittoria nella seconda gara sudafricana di Haslam, da la stura ad un coro di critiche contro Massimiliano, reo a lor dire, d’essere un pilota incapace di sgomitare per la posizione, sconfitto già in partenza quando la moto non è perfetta. Per il numero 3 la locuzione “Nemo propheta in patria” sembra essere perfetta. Perfette, invece, sono le prestazioni di Biaggi negli Stati Uniti, a Salt Lake City. Doppietta e conquista della leadership in campionato. Certo il romano è stato agevolato dal doppio abbandono dello spagnolo Carlos Checa, ma locuzione per locuzione, “Fortuna audax juvat”, e come diceva Mike Hailwood: “Le gare si vincono al traguardo”. Arriviamo ad oggi, ed alle gioie regalate da Biaggi agli settantamila spettatori presenti sulle tribune romagnole, e, permettetemi di dire, agli schiaffi dati ad alcuni miei colleghi, vittime a mio parere, di sindrome da tifoso contrario. Biaggi ha dimostrato d’essere ancora in grado di scrivere pagine memorabili del motociclismo. Le sue dritte sono state utilissime nel trasformare la Rsv 4R da moto veloce a due ruote da battere. La grinta mostrata nel sorpasso su Michel Fabrizio è l’emblema di quanta voglia ha ancora di sgomitare nell’arena dei toreri della Sbk. Biaggi, per me, è uno dei piloti che ha raccolto meno di quanto il suo talento gli avrebbe permesso. Ad esempio se la Hrc lo avesse assecondato nel 2005, forse sarebbe stato un altro campionato. In passato qualcuno (ad esempio quell’ex pilota che commenta le gare della Motogp, che fu messo da parte dall’Aprilia per far posto proprio a Biaggi) ha scambiato le opinioni di Max per lamentele, dimenticando che anche uno come Rossi, fino a ieri, ha estrinsecato opinioni dello stesso tono del romano. Logica avrebbe voluto che o siano entrambi dei piagnoni, o entrambi custodi dei propri interessi, ed invece….Tanti sono i record realizzati da Biaggi, tante le emozioni offerte ai suoi beniamini, che non lo hanno abbandonato neanche nell’annus horribilis del 2006. Gli auguro di centrarne uno prestigioso, che porterebbe il tricolore ancora più in alto nell’olimpo del motociclismo: vincere il titolo Sbk del 2010. Sarebbe il primo italiano a riuscirci. In bocca alla lupa Max!

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di Alfredo Di Costanzo
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