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Biaggi delude. Cos'è che non va?


Biaggi delude. Cos'è che non va?
22/06/2009, 22:06

Anche dopo Misano, Max Biaggi lascia con l’amaro in bocca. Manca il risultato. E soprattutto manca la corsa: senza infamia e senza lode. Alla vigilia di ogni gara Biaggi e l’Aprilia stimolano, caricano di aspettative, si presentano come “outsider” di lusso, pronti alla stoccata “vincente”. Che però non arriva.

E cresce la delusione. Proprio perché l’elevatissimo potenziale di questo binomio italiano non si traduce (adeguatamente) in fatti: in lotta per le posizioni di vertice, in podi. Insistere sui limiti (inevitabili, Bmw docet…) del debutto serve a poco. Un pilota come Biaggi e una Casa come l’Aprilia non possono nascondersi dietro l’esigenza del “rodaggio”.

Ogni corsa e ogni stagione è un “rodaggio”. Vale per ogni pilota e per ogni Casa. Qui c’è qualcosa che “frena” il decollo di questo progetto. Pare proprio che con il crescere della competitività della moto, cali la competitività del pilota. Stiamo parlando di Max, non di uno qualsiasi. Quindi di un grande pilota, la cui classe ed esperienza non sono in discussione.

Troppe volte, anche quest’anno, la sfortuna si è accanita contro il quattro volte campione del mondo. Forse il tempo ha tolto a Max l’acuto capace di intimidire qualsiasi avversario in una esse o in un curvone, ma lo ha reso più “attento” in pista e più “elastico” fuori dalla pista. E’ così o Max ha compiuto un altro gradino all’indietro, passando da raffinato ”ragionatore” a comodo “ragioniere”?

 

 

All’inizio di questa nuova avventura con Aprilia Biaggi si è mosso con il piede giusto: cosciente dei propri mezzi (come pilota, casa e team) e con la sana umiltà di chi riparte da dietro.

 

Oggi, di gara in gara, le motivazioni del pilota “vincente” sembrano in forte calo. Max, per dare il 100 per cento, non può attendere la moto “perfetta”. Deve darlo sempre il 100 per cento, per “costruire” gara dopo gara il mezzo competitivo. Mandando giù rospi, con umiltà.

Altre volte abbiamo detto che Biaggi è un pilota complesso, dal carattere “permeabile”, fin troppo sensibile agli umori e alle forzature dell’ambiente. Ma non sembrano oggi esistere problemi, né con il team, né con l’ambiente.

Allora? Perché Biaggi corre “frenato”? Come se non si fidasse del proprio mezzo e, quel che è peggio, dei propri mezzi. Come se gareggiasse con la testa altrove.

Max merita la piena fiducia da parte dell’Aprilia e dei tifosi. Deve “solo” credere in se stesso (e nelle corse) e riscoprire il “corsaro” che è in lui.

Da Motoblog

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di Redazione
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