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Biazzo:"Maradona e il fisco? E Berlusconi?


Biazzo:'Maradona e il fisco? E Berlusconi?
11/09/2010, 20:09

Nel corso della puntata odierna di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore, è intervenuto lo storico collega RAI, Salvatore Biazzo. Ecco alcuni passaggi dell’intervista: “Come valuto il calcio moderno? Ormai il mondo del pallone non segue più logiche sportive, ma asseconda le regole dettate dal mondo dello spettacolo. Tanti anni fa mi opposi allo spezzatino del campionato, perché temevo che prima o poi si violasse la sacralità della domenica sportiva. Purtroppo, i fatti hanno dimostrato che avevo ragione. Oggi il calcio segue le logiche del mercato più che quelle agonistiche, dimenticando gli interessi dei tifosi. Napoli-Bari? Sarà una gran bella partita, perché le due squadre per certi versi si somigliano. Il Bari ha cambiato poco o nella rispetto alla scorsa stagione, mentre il Napoli ha sostituito Quagliarella con Cavani, pur avendo mantenuto la struttura dell’anno scorso. Maradona ed il fisco? Siamo un Paese atipico e spesso rischiamo di essere ridicoli. Il fisco lo persegue, perché lui a differenza di molti non ha raggiunto un accordo con il fisco italiano. Diego dovrebbe risolvere la questione, ma francamente viviamo in un Paese dove si perdona tutto al nostro Presidente del Consiglio che dovrebbe essere il primo a dare l’esempio ed, invece, si rifiuta di presentarsi dinanzi ai magistrati accettando serenamente il loro giudizio. Siamo di fronte al più grande calciatore di tutti i tempi che vuole solo festeggiare il suo compleanno in una città pronto ad acclamarlo per festeggiare i suoi 50 anni. Come e quando il Napoli potrà fare il definitivo salto di qualità? Bisogna salire un gradino alla volta. In sei anni il Napoli è passato dal fallimento all’Europa League. La società sta lavorando molto bene, non a caso molti giocatori della rosa azzurra sono richiesti da club prestigiosi. Certo, non è ancora il momento per tentare di vincere il terzo scudetto. Ferlaino e De Laurentiis? In fondo per certi aspetti si somigliano. L’ingegnere é più taciturno ed istintivo, ma è sempre stato un uomo intelligente. Nel corso degli anni trascorsi alla guida del Napoli, non fu un uomo tenero e si oppose al Palazzo, quando capì che tentava di condizionare i risultati. De Laurentiis, invece, essendo un uomo di cinema è più abituato a stare sotto i riflettori e sa quando è il caso di enfatizzare o meno le sue parole”.

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di Redazione
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