Sport / Calcio Napoli

Commenta Stampa

L'INTERVISTA

Bigon: "Quagliarella resta. Prendiamo altra punta"


Bigon: 'Quagliarella resta. Prendiamo altra punta'
20/07/2010, 13:07

Riccardo Bigon, direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica. Su Cavani: "Determinante la pazienza: Zamparini era partito da una richiesta di 25 milioni, ma abbiamo capito che il Palermo doveva vendere per forza. E siamo stati bravi a spendere molto meno. I 5 milioni da pagare subito sono stati finanziati dalle cessioni di Contini e Calaiò  e con i prestiti di Datolo ed Hoffer: tra entrate e ingaggi risparmiati. E gli altri 12 milioni saranno spalmati sui bilanci delle prossime tre stagioni senza gravare troppo sui conti. Quanto allo stipendio, anche quello è nei nostri parametri. Si può impennare per i bonus su gol e rendimento. Se Cavani fa il fenomeno, però, saremo felici di pagarlo".
Su Quagliarella: "E' incedibile, il Napoli non l'ha mai messo sul mercato. L'offerta russa? Bassa, e comunque non l'abbiamo presa nemmeno in considerazione come le altre richieste arrivate per Hamsik, Lavezzi, Maggio e anche Dossena. Le nostre stelle non si toccano. Anche non cedere i migliori è un segnale di forza"
Su Denis: "Dipende solamente da lui, se partire o no. L'accordo per la sua cessione all'Udinese c'è già. Aspettiamo l'arrivo dell'agente del Tanque e aspettiamo la risposta: dentro o fuori"
Lucarelli, Zuculini e Cigarini: "Ci serve un altro attaccante, complementare ai 4 che abbiamo già. Lo prenderemo solo se esce Denis. Abbiamo già una squadra forte: il mercato è fatto al 70%. Abbiamo l'accordo con Zuculini ma l'Hoffenheim ha cambiato direttore sportivo e il nuovo ci ha chiesto la luna. Cigarini al Siviglia? Si sono presi una pausa di riflessione: hanno già Guarente e non sono certi di volere due centrocampisti italiani"
Nuovo arrivo in difesa: "Ma abbiamo già sei difensori, non siamo obbligati a prenderne un altro"
Soddisfazioni personali: "Ho preso Cavani e per un week end mi hanno trattato come un eroe, invece che con freddezza: nel calcio contano i risultati. Solo in Italia un 40enne è considerato un ragazzino. L'esperienza è molto importante  certo, ma questo mondo non è soltanto per vecchi"

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©