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SCRIVE ANTONIO CORBO

"Bigon sottomesso a DeLa e Mazzarri. A che serve"?


'Bigon sottomesso a DeLa e Mazzarri. A che serve'?
10/05/2012, 12:05

Ho aspettato due giorni prima di scrivere. Ho dovuto sopportare tutti i discorsi di chi si sente competente ma poi riconduce ogni risultato alla fortuna e alla sfortuna. Bella competenza.
Il calcio fa perdere lucidità. Il Napoli è arrivato alla penultima accentuando i suoi difetti, piuttosto che correggerli. Ma il discorso non è questo. Non vale nulla. Il Napoli deve guardare subito al futuro, comunque finisca questo campionato. Può farlo bene, se ritrova razionalità. Deve darsi un ordine nella gerarchia delle idee e dei passaggi operativi.
Tutto comincia dal presidente. È  fondamentale. De Laurentiis è tra i migliori d’Europa per capacità di analisi, lungimiranza organizzativa, cultura di impresa. È il primo in Italia. Ha capito che conta solo la legge dello spettacolo. Cercare il miglior punto possibile di equilibrio tra i costi e i ricavi. De Laurentiis ha però un limite. È convinto di aver capito tutto del calcio. Vale la metafora del mare: chi non lo teme, chi lo sfida, chi non lo conosce è destinato ad affondare. A ciascuno il suo mestiere. De Laurentiis deve dare l’indirizzo tecnico-finanziario, ma sul mercato devono operare i tecnici. Se De Laurentiis fa i conti, quanto ha speso dal 2009 in poi, si accorge che tranne Cavani su 23 giocatori non ha pescato un solo elemento determinante in positivo.
Per acquistare, non basta spendere molto. Ma bene. Quindi: partire dalle esigenze dell’allenatore, verificare che cosa davvero gli serva con la mediazione di un personaggio autorevole che sappia fermare l’esuberanza del presidente ma anche rimuovere le ritrosie e i pregiudizi del tecnico, infine acquistare secondo una logica. Meglio i giovani di talento che costano molto ma guadagnano poco, oppure i marpioni che costano poco ma guadagnano molto, c’è anche una terza via, che prevede giovani di qualità e usato sicuro. Ma tutto dev’essere deciso in sintonia. Non si deve sentire durante l’anno chi rimpiange di aver chiesto tizio ed avuto caio.
Mazzarri va riportato all’entusiasmo dell’inizio. Quando era davvero una fonte straripante di energia, non l’uomo travolto dalle delusioni che dopo ogni partita deve raccontarne una per salvare tutti. In questo rapporto non facile dovrebbe inserirsi Bigon. È lui l’ago della bilancia. Il tecnico di mercato. Lo è?
Nelle attuali condizioni, sottomesso sia a De Laurentiis che a Mazzarri, senza potere alcuno, non può essere il personaggio autorevole da me auspicato. Non freno i giovani. Ho sempre aiutato chi si è affacciato in redazione con amore sincero per il mestiere, tenacia, lealtà. Bigon non si accontenti: non deve bastargli un ruolo così astratto, rimanga solo se è certo di ottenere la possibilità di far valere il suo talento, si metta in gioco. Non sarà mai grande il club che avrà un manager in mezzemaniche bravo nel prendere ordini e mai nel darli. È questa la base per aprire un altro ciclo. Chiarezza nei ruoli e nei programmi. La regola è questa. Tutti hanno il dovere di rispettarla. De Laurentiis anche l’interesse a non violarla. La confusione ha un prezzo molto alto. E nel Napoli rischia di pagarlo solo lui. È la legge dello spettacolo. Il produttore è lui. Anche nel calcio.
FONTE: ANTONIO CORBO PER REPUBBLICA.IT
PdM

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di Redazione
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