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Bosman, dalla legge alla depressione e all'alcool


Bosman, dalla legge alla depressione e all'alcool
22/03/2011, 15:03

Al suo nome è legato uno degli eventi più importanti del calcio, la legge Bosman, quella che dal 1995 consente ai giocatori dell’Unione europea di trasferirsi gratuitamente in un altro club, alla scadenza del contratto. Ma Jean-Marc Bosman vive grazie al sussidio statale in una casa alla periferia di Liegi. È gonfio, quasi completamente pelato. A 46 anni sta combattendo un’altra battaglia, contro alcol e depressione. «È stata molto dura – ha raccontato Bosman in un’intervista al Sun – perché ho vinto davanti alla corte ma io sono l’unico ad aver pagato. La gente pensa che io abbia messo da parte una fortuna, ma la mia presunta fortuna non arriverebbe a pagare nemmeno un giorno dello stipendio di Rooney». In questa intervista Bosman ha raccontato i suoi problemi, provocati non soltanto dalle spese per vincere la battaglia legale quando cercò di trasferirsi in una squadra francese senza il permesso del suo precedente club, quello del Liegi. Dopo il successo in tribunale e il clamore provocato dal caso, intorno a Jean-Marc si sono spente le luci. E lui ha faticato a trovare un contratto perché i club lo vedevano come un piantagrane. Quando era un calciatore affermato in Belgio, Bosman aveva una Porsche e due auto. Poi ha avuto problemi economici e di salute, provocati dall’abuso di alcol. «Sono finito in depressione e ho cominciato a bere», ha ammesso l’ex calciatore.

Fonte: Ilmattino.it

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di Roberto Russo
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