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BOXE: INCONTRO NUMERO 300 PER IL RE DEI PERDENTI


BOXE: INCONTRO NUMERO 300 PER IL RE DEI PERDENTI
30/10/2008, 12:10

Peter Buckey ha 39 anni e sta per disputare il suo incontro numero 300 di boxe. Ma la sua notorietà nell'ambiente non è dovuta a questo, ma al suo record di incontri: 256 sconfitte su 299 incontri, con 31 vittorie. Non avete letto male: Buckey ha perso l'85% degli incontri che ha disputato in carriera. Quindi stiamo parlando di un professionista della sconfitta, se vogliamo. Ma attenzione: non stiamo parlando di incontri combinati, ma semplicemente di un pugile che fa la boxe come se si trattasse di un lavoro, con impegno, serietà, ma conscio del fatto che le sue qualità tecniche sono quello che sono. Addirittura negli ultimi 5 anni ha ottenuto una striscia di 88 sconfitte consecutive. Adesso combatterà nella categoria dei pesi welter contro Matin Mohammed, nella rivincita dell'incontro che tre settimane fa era finito in pareggio. Dopo di che tornerà dalla sua famiglia, per godersi il resto della vita, dopo oltre 20 anni passati a prendere pugni.

Ma non è l'unico ad essere diventato qualcuno non con la vittoria, ma con la sconffitta. Nel pugilato possiamo ricordare Chuck Wepner, a cui si ispirò SIlvester Stallone per creare il personaggio di Rocky Balboa, che finì la carriera con oltre 300 punti di sutura applicati in faccia, di cui 120 solo dopo l'incontro con un grandissimo dello sport come Sonny Liston. E che è uno dei pochi che può vantarsi di avere messo al tappeto Mohammed Ali, al nono round di un incontro perso per ko tecnico all'ultima ripresa. Se poi vogliamo cambiare sport, chi è l'appassionato di ciclismo che non conosce Malabrocca? Luigi Malabrocca correva nell'immediato dopoguerra, ed è sempre stato maglia nera del Giro. Arrivava sempre ultimo, ed è rimasto famoso proprio per questo. E quando Sante Carollo nel 1949 gli "soffiò" la maglia nera (con la complicità dei cronometristi che, stufandosi di aspettare Malabrocca all'ultima tappa, lo misero nel gruppo degli ultimi arrivati, permettendo così a Carollo di rimanere ultimo in classifica), Malabrocca ci rimase così male che lasciò il ciclismo. Ma nella vita bisogna combattere anche per essere ultimi.

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di Antonio Rispoli
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