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Britos: "Voglio ripagare Walter Mazzarri"


Britos: 'Voglio ripagare Walter Mazzarri'
29/07/2011, 09:07

Se detta bene i tempi del fuorigioco, gli attaccanti abboccano. Se colpisce di testa nell'area avversaria, a volte gonfia la rete. Se Mazzarri lo vuole da 2 anni, vuol dire che ha pescato la squadra giusta. E se prende all'amo una «corvina negra» di 20 chili? Fermi tutti. E che c'entra? C'entra, eccome, se dall'altra parte della della canna c'è il difensore-pescatore (non necessariamente in quest'ordine) Miguel Angel Britos, lupo di mare di Punta del Este, Uruguay. E già, perché lungo la rotta del campionato e della Champions, il Napoli vuole affidarsi al suo impavido cacciatore di pesci grossi, che si tratti di Ibrahimovic o Higuain non fa differenza.

Cacciatore - Una volta era pesca di sostentamento, ora è sportiva, "ma nonmeno importante per il mio relax, guardando il mare mi ritrovo. Perché a 18 anni, dopo aver fatto la trafila nel Deportivo Maldonado - racconta l'uruguaiano -, decisi di aiutare lamia famiglia. Giocavo prima, ma non portavo un soldo a casa. Così ho cominciato a studiare al liceo indirizzo Medicina e a seguire mio nonno Angel, che è sempre stato pescatore e mi ha portato con sé da quando avevo 3 anni. Poi, dopo un po' di tempo, l'agente Gonzalo Madrid ha rilevato il mio cartellino e accettato la proposta del Fenix, squadra di Montevideo, in cui ho debuttato in Serie A, prima di trasferirmi nel 2005 nella Juventud De Las Piedras in B: è lì che avviene il miracolo...".

Un carnevale - É il febbraio del 2006 quando il giovane Britos, punto di forza di una squadrina di seconda fascia uruguaiana, peschi addirittura il Torneo di Viareggio, battendo in finale 1-0 la Juventus di Giovinco, Marchisio e De Ceglie, dopo essere venuto a capo di Inter, Cisco Roma, Ternana, Treviso, Triestina e Siena. Come aver tirato su un’aragosta di 10 chili. Da quel momento cambia la vita: passa al Wanderers e poi viene acquistato dal Bologna: "Quella fu come una Champions, tanti ragazzini di zone povere lanciati nella Coppa Carnevale, battemmo i migliori talenti d'Italia e qualche osservatore prese nota anche di me. Il tecnico era Julio Rivas, padre di Sebastian, l'attaccante del Genoa".

Mi sposo - Così è sbocciato un nuovo Montero nell'anno di grazia dell'Uruguay. Dove Miguel Angel spera un giorno di tornare e di vestire la Celeste: "Ma prima sposerò a Napoli Virginia, con cui vivo da 6 anni e 4 mesi, e prenderò anch'io la cittadinanza italiana: sarà una grande gioia da condividere col nonno, i miei genitori Sergio e Nelida e imiei fratelli Esteban e Lucia. Coi primi soldi guadagnati in Italia ho comprato un appartamento a Punta del Este, con vista sull'oceano Atlantico, andremo a vivere lì in futuro e pescherò tutti i giorni. Ma intanto a Pozzuoli, dove ora prenderò casa, porterò anche 7-8 canne e mulinelli: in Uruguay la corvina record è di 40 kg, sogno di prendere un pesce grosso. A Napoli il mio trofeo sarà ripagare la fiducia di Mazzarri. Sull'erba e nel mare, questa è la mia vita".

Fonte: Gazzetta dello Sport

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di Salvatore Formisano
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