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Bucchi: "Vi spiego il mio rapporto con Reja"


Bucchi: 'Vi spiego il mio rapporto con Reja'
21/03/2012, 14:03

A Radio Crc è intervenuto Christian Bucchi, ex di Napoli e Siena: “Io e Reja interpretiamo il calcio in maniera differente. Abbiamo sempre avuto idee completamente diverse. Perché non ho fatto bene a Napoli? Quando un calciatore non riesce a rendere, le responsabilità sono maggiormente del calciatore ed in questo non mi sono mai nascosto. Però quando si prende un calciatore, lo si deve conoscere e dargli fiducia. Ricordo che dopo sole tre giornate Reja venne in camera dicendomi che doveva cambiare qualcosa e quel qualcosa ero io. Quando un allenatore dopo tre partite ti mette in discussione, diventa tutto più difficile. Il 95% della responsabilità va a me però il 5% all’allenatore. La lotta tra Napoli e Lazio per il terzo posto? Anche se non fosse stato Reja l’allenatore della Lazio, avrei tifato Napoli. Il Siena è una squadra tosta per cui non sarà facile per il Napoli batterla ma l’accesso alla finale sarebbe un motivo valido per assicurarsi le coppe ed una soddisfazione perché sappiamo che significa per la città Napoli affrontare e battere la Juventus. Mazzarri nel corso della sua carriera tra Livorno, Reggina, Sampdoria e Napoli ha vissuto sempre momenti positivi. Mazzarri è preparato ma se proprio si cerca il pelo nell’uovo, credo che non riesca a far inserire in maniera concreta i nuovi acquisti. I vari Donadel, Santana, Pandev e Fideleff fanno sempre molta fatica ad inserirsi e giocare. So quanto Mazzarri lavora tecnicamente e quanto si fidi del suo gruppo storico ma quando si gioca su più fronti, credo che la rosa debba essere sfruttata al meglio. Un giocatore per arrivare in condizione, ha bisogno di giocare. Se il Fernandez di turno gioca una partita ma poi resta fuori per due mesi, non è giudicabile perché un calciatore per crescere ha bisogno anche di sbagliare. Credo che giocatori come Vargas, debbano essere maggiormente impiegati. Il trio d’attacco azzurro è il più forte del campionato. Forse solo l’attacco formato da Robinho, Cassano ed Ibrahimovic era superiore rispetto a quello azzurro, ma ad oggi Cavani, Hamsik e Lavezzi sono i migliori attaccanti d’Italia”.

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di Roberto Russo
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