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Bufera Calciopoli, i Giudici si accusano tra loro


Bufera Calciopoli, i Giudici si accusano tra loro
15/04/2011, 12:04

NAPOLI - Il presidente del tribunale di Napoli Carlo Alemi ha trasmesso alla Procura generale della Cassazione, competente sulle iniziative disciplinari, gli atti relativi ad alcune frasi pronunciate dal presidente della nona sezione penale Teresa Casoria e dalla giudice a latere Francesca Pandolfi nel corso dell’udienza che si è svolta l’ 0tto aprile alla sezione disciplinare del Csm, davanti alla quale proprio la Casoria era incolpata nell’ambito di un altro procedimento. Le dichiarazioni cui farebbe riferimento Alemi sono quella in cui la Casoria sostiene che «il procuratore della Repubblica tiene sotto schiaffo il presidente del tribunale» , un’altra in cui la stessa Casoria dice che «la sezione del Riesame è formata sempre da gente raccogliticcia» e una frase pronunciata invece dal giudice Pandolfi, che ai consiglieri del Csm ha detto: «Non era la Gualtieri la sostituta del dottor Di Giuro. Il nome fu suggerito dalla Casoria al presidente Alemi» .

Il riferimento è alla composizione del collegio che sta celebrando il processo Calciopoli. Uno dei giudici, Gaetano Di Giuro, si era dichiarato incompatibile, e fu sostituito da Maria Pia Gualtieri. Fosse andata come ha raccontato la Pandolfi al Csm, si sarebbe violato il principio del giudice naturale. «E invece così non è andata, quelle affermazioni sono false» , accusa Carlo Alemi. Che agli atti ha allegato anche le sue osservazioni, chiedendo che la Procura generale valuti se esistono i presupposti per un procedimento disciplinare a carico dei magistrati o di sé stesso, «perché paradossalmente se fosse vero ciò che hanno detto i giudici allora il procedimento disciplinare dovrebbero farlo a me» .

 

La presidente Casoria, a sinistra, e la giudice Pandolfi Raccontate dal capo dell’ufficio, le vicende invece sono andate in maniera diversa da come sono state raccontate. «Ho ricevuto una lettera riservata dal procuratore della Repubblica, che partendo dal presupposto che era in corso un procedimento disciplinare, chiedeva quali fossero le mie determinazioni e mi invitava a trovare soluzioni. Il problema che non c’era alcuna iniziativa che io potessi assumere, l’astensione è una decisione del giudice, non gli può essere chiesta. Insomma, non dovevo essere io il destinatario di quella lettera. Così la girai alla Casoria, e lei mi rispose che non si asteneva. Punto e basta» .
Così come è «ovviamente falsa» la circostanza che il Riesame sia composto di gente raccogliticcia: «È composto da magistrati che vi accedono con un regolare concorso, così come accade per tutte le sezioni del tribunale» . Alemi segnalerà anche la frase della Pandolfi: «Dice il falso quando sostiene che la Gualtieri non era la sostituta naturale del dottor Di Giuro. La regola vigente all’epoca prevedeva che, in caso di incompatibilità di un magistrato, il processo passasse ad altro collegio della stessa sezione. Ma c’erano incompatibilità anche lì. E in questi casi si integrava il collegio originario con il giudice più giovane della sezione. Quel magistrato era Maria Pia Gualtieri, bastava leggersi il mio provvedimento, una pagina e mezza firmata il 16 gennaio 2009. Era tutto scritto lì» . E Calciopoli? «Se verrà accolta la richiesta di ricusazione avanzata dai pm alla corte d’appello, il processo dovrà riprendere con altro collegio e con concreti rischi di prescrizione. Ma attenzione, i comportamenti oggetto delle contestazioni disciplinari non sono relativi al merito del processo» .
fonte:corrieredelmezzogiorno.it

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di Redazione
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