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SOLDI E BILANCI

C'è chi può e chi fa


C'è chi può e chi fa
25/03/2011, 10:03

Un triplete l'anno. Tanto servirebbe all'Inter di Moratti se volesse arrivare al bilancio del Napoli di De Laurentiis. E probabilmente neanche quello basterebbe. Scudetto, Champions League e Coppa Italia. Tre trofei a stagione per coprire le spese. E se poi ci si aggiunge Mondiale per Club e Supercoppa Europea meglio ancora. Almeno si coprono anche le buste paga faraoniche dei dirigenti. Può sembrare strano, ma le società vincenti non sempre sono quelle economicamente più sane. Eppure con il business che c'è nel calcio attuale, ogni partita vale migliaia di euro tra botteghini, sponsor e premi delle federazioni. Non parliamo poi di accessi a turni superiori di coppa e vittorie. E allora come mai con tanti guadagni c'è sempre un bilancio in perdita? Il problema non sta sul campo, ma nell'amministrazione. Il caso dell'Inter, per esempio, è emblematico. La società neroazzurra lo scorso anno ha vinto praticamente tutto (eccezion fatta per la Supercoppa Europea) a differenza del Napoli che ha esultato per aver portato a casa l'accesso all'Europa League. Nelle tasche di Moratti sono entrati 49 milioni di euro totali dall'UEFA per la cavalcata trionfale in Champions League. Soldi che comprendono le vittorie, i passaggi del turno e la conquista della coppa, ma escludono sponsor e botteghini. Una cifra che aumenta della metà, e che si somma ai circa 10 milioni ottenuti dal Mondiale per Club.  A questo si aggiunge lo Scudetto, che però vale zero, dato che i soldi sono destinati, secondo le nuove direttive del contratto tv, alla ripartizione dei proventi della vendita collettiva dei diritti tv. La Coppa Italia, invece, a parte il valore fine a se stesso, è valsa circa 2 milioni di euro. Totale: circa 90 milioni di euro, premi ai giocatori esclusi visto che sono stati grosso modo pagati con gli incassi ottenuti. Una bella somma, da far girare la testa a chiunque. Peccato che il patron interista quest'anno si sia ritrovato a pagare un monte ingaggi di oltre 121 milioni di euro (solo per i giocatori della prima squadra, eh), mandando così in fumo i guadagni stratosferici. Intanto il Napoli, che non vinceva la bellezza di niente lo scorso anno, gestiva bene le sue finanze e regolava i conti al rialzo. Così oggi, alla vigilia del fair play finanziario tanto invocato dal neo rieletto presidente UEFA, Michel Platini, gli azzurri guardano avanti, mentre i neroazzurri si guardano le tasche. Ma, come il business calcistico insegna, basta una ricapitalizzazione del bilancio per tenere i conti a posto. Per ora De Laurentiis avanza orgoglioso, e a Moratti non basta un triplete l'anno per dormire sonni tranquilli. Finchè il calcio resterà tale, però, sarà sempre il secondo ad avere più chance di vittoria.

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di Salvatore Formisano
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